Berlino: Orso d'Oro ai fratelli Taviani

di Laura Frigerio 

Cesare deve morire di Paolo e Vittorio Taviani trionfa al 62° Festival di Berlino. Erano 21 anni che l'Italia non vinceva l'Orso d'Oro

Laura Frigerio

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Italia grande protagonista della 62° edizione del Festival di Berlino. A vincere il Leone d'Oro sono stati infatti Paolo e Vittorio Taviani con Cesare deve morire, film che racconta la storia di un gruppo di detenuti di Rebibbia alle prese con la messa in scena del Julius Caesar di Shakespeare. Erano 21 anni che il nostro cinema non si portava a casa questo prestigioso premio.

«Spero che qualcuno tornando a casa dopo aver visto Cesare deve morire pensi che anche un detenuto, su cui sovrasta una terribile pena, è e resta e un uomo. E questo grazie alle parole sublimi di Shakespeare» - ha dichiarato Vittorio Taviani che, con il fratello Paolo, ha ritirato l'Orso d'Oro tradendo una buona (e giusta) dose di emozione.

Grande soddisfazione anche per Diaz - Non pulire questo sangue di Daniele Vicari, che invece ha ricevuto il premio del pubblico della sezione Panorama. «Dedico questo premio al cinema italiano a cui sta tornando finalmente la forza di raccontare cosa davvero accade in questo paese» - ha dichiarato, con orgoglio, il regista.

Gli altri premi? L'Orso d'argento gran premio giuria è andato a Just The Wind di Bence Fliegauf, mentre quello per la miglior regia a Christian Petzold per Barbara.
Migliori attori Rachel Mwanza in Rebelle (War Witch) di Kim Nguyen e Mikkel Boe Flsgaard in A Royal Affair di Nikolaj Arcel.

E ancora: Orso d'argento per il contributo artistico a Lutz Reitemeier per la fotografia di White Deer Plain di Wang Quan'an e premio per la miglior sceneggiatura a Nikolaj Arcel e Rasmus Heisterberg per A Royal Affair di Nikolaj Arcel.

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