Al cinema il Romanzo di una strage

di Laura Frigerio 

Parlano i protagonisti del film di Marco Tullio Giordana, che racconta la tragica strage di Piazza Fontana

Laura Frigerio

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«Si potrebbero fare duecento film sull'argomento, magari sviluppando le vicende di ognuno dei soggetti coinvolti. Io ho seguito la strada che mi era più congeniale, non sposando però nessuna tesi, ma facendo piuttosto un'ipotesi» - dice Marco Tullio Giordana, pronto ad arrivare nelle sale con il tanto atteso Romanzo di una strage, che tocca un tasto ancora doloroso per la nostra storia, ovvero la strage di Piazza Fontana, che il 12 dicembre 1969 causò ben 17 vittime.

«Io sono originario di Milano e all'epoca avevo quattro anni. Mia madre era stata in quella banca proprio poche ore prima. E' innegabile che per i milanesi (e non solo) sia una ferita ancora aperta» - racconta Thomas Trabacchi, che nel film interpreta il giornalista Marco Nozza.

Valerio Mastandrea, scelto invece per il ruolo del commissario Luigi Calabresi, svela: «E' stato un personaggio complesso da affrontare, per il quale bisognava guardare oltre. Io ho cercato di farlo e penso di esserci riuscito».

L'anarchico Giuseppe Pinelli (la cui morte rimane ancora un mistero) è invece interpretato da uno straordinario Pierfrancesco Favino, che non nasconde una certa emozione nel parlare di quello che, come lui stesso dice, rimarrà uno dei ruoli più importanti della sua vita: «Tempo fa avevo in mente di realizzare uno spettacolo teatrale proprio su Pinelli e quando ho letto che si stava per fare un film sulla strage di Piazza Fontana ho pensato 'ecco, mi hanno rubato l'idea!' Poi, quando ho scoperto che a dirigerlo sarebbe stato Marco Tullio Giordana, gli ho mandato una mail dicendogli che mi sarebbe piaciuto tanto partecipare al progetto. Ci siamo incontrati più volte e lui ha deciso di darmi proprio il ruolo di Pinelli, dicendomi che non gli avrei fatto fare una brutta figura con la famiglia di lui: questo è stato per me un grande attestato di fiducia».

E a proposito proprio della famiglia Pinelli aggiunge: «E' stato fondamentale per me incontrare la moglie Licia e le due figlie: io ero andato a casa loro per proteggerle e invece, alla fine, sono loro che hanno protetto me e continuano a farlo».

Da Vanity


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