Nicole Grimaudo: "Non toglieteci il diritto di sognare"

di Isabella Panizza Cutler 

"Buttarsi in politica? Per carità, meglio truccare i morti". Eppure, Nicole Grimaudo, protagonista del film Workers - Pronti a tutto, nelle sale dall'11 maggio, sarebbe perfetta. Mai scesa a compromessi. Ci piace. E oggi andremo a vederla al cinema

Isabella Panizza Cutler

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Pronti a tutto. Recita il sottotitolo del film Workers, nella sale a partire dall'11 maggio. Per lavorare, ovvio. Lo sa bene Alice (interpretata da Nicole Grimaudo), protagonista di uno degli episodi del film, che pur di arrivare a fine mese rinuncia al sogno di diventare una make up artist di celebrities e si ritrova invece a truccare i morti.

Non è però il caso di Nicole, 32 anni, che lavora da quando ne aveva 14 (ha debuttato con Ambra Angiolini in Non è la Rai).  Lei fa l'attrice, e quindi  in pensione non ci andrà mai. Così come quando avrà un figlio non avrà diritto al congedo obbligatorio di maternità. Fra colleghi ci scherza su e si chiamano "precari di lusso".

«Il mio sogno è sempre stato quello di fare l'attrice, ho iniziato a 14 anni e quindi ho automaticamente accettato fin da piccola a fare la precaria», ci racconta Nicole Grimaudo. «Fra un ruolo e l'altro, non lavoriamo. E aspettiamo per mesi che squilli il cellulare.  A me è sempre andata bene. Ho lavorato tanto (molta fiction e una decina di film tra i Taviani, la Wertmuller, Tavarelli, Battiato, Ozpetek e Tornatore ndr) e se mi fermo un po' non mi faccio prendere dall'ansia, perché so che posso pagare l'affitto.  Purtroppo a tanti colleghi capita sempre più spesso di dover  abbandonare il mestiere dell'attore per poter fare fronte alle spese quotidiane».

Non c'è più  spazio per i sogni, i giovani di oggi lo sanno bene…
«Purtroppo è così. So, però, di essere un'eccezione, in passato mi sono anche potuta prendere il lusso di rifiutare dei ruoli che non mi piacevano e di scegliere di non lavorare, approfittandone per viaggiare e studiare. Ho tanti amici invece  che stanno cercando in tutti i modi di trovare un lavoro e che sarebbero disposti a tutto pur di avere uno stipendio a fine mese, sacrificando i loro sogni».

Però al cinema si ride, i toni sono quelli della commedia.
«Sì, certo. Ma il tema è drammatico. Non è facile puntare i riflettori sul precariato e il regista Lorenzo Vignolo c'è riuscito senza piangersi addosso, facendo una radiografia del momento attuale con toni leggeri e parlando di quei lavori, che ancora si trovano, ma che non vuole fare nessuno. Nel film, Sandro (Alessandro Bianchi) e Filippo (Michelangelo Pulci) sono i proprietari dell'agenzia interinale "Workers" e trovano lavoro alle persone. Attraverso i loro racconti prendono vita tre storie. Nell'episodio di cui sono protagonista indosso i panni  di Alice. Oltre a truccare i morti mi ritrovo ad  interpretare, pagata, anche la moglie del figlio di un noto camorrista, morta in un incidente in motorino il giorno delle nozze. Samantah, questo il suo nome, arriva alla pompa funebre in cui lavoro io. Siamo identiche, il marito è sconvolto, e per non dare la notizia della sua morte a tutta la famiglia mi chiede di fare finta di essere lei».

E cosa succede negli altri episodi?
«Nel primo l'agenzia trova un lavoro a Giacomo (Alessandro Tiberi) che dovrà fare il badante, a un uomo paraplegico più che insopportabile: Mario (Francesco Pannofino). Quest'uomo, reso invalido da un incidente d'auto, è davvero un sadico: gli sputa, gli fa comprare la cocaina e gli impone di accompagnarlo a fare l'amore con le prostitute. E poi c'è "Cuore toro", dove Italo (Dario Bandiera) lavora in un allevamento bovino in cui si selezionano i tori per la riproduzione ed è ha il compito di raccogliere il seme per la campionatura. Italo non si vergogna di quello che fa finché non incontra una ragazza (Daniela Virgilio) che si innamora di lui pensando che sia un chirurgo e così l'uomo inizia a mentire pur di non perderla».

Siamo in piena riforma del lavoro, che cosa ne pensi della proposta di abolire l'Art. 18?
«Sarebbe molto rischioso. In momenti di crisi occorre dare diritti a chi non ne ha, e non intaccare quelli di chi se li è già conquistati. E per questo che sostengo il Quinto Stato, un'associazione che mette insieme i lavoratori della conoscenza, i lavoratori autonomi, quelli che non sono rappresentati da nessuno, che non hanno sindacati, che non sono tutelati, e cioè la grande maggioranza dei giovani di oggi».

C'è già chi scherza dicendo che dovresti buttarti in politica. Cosa ne pensi?
«Per carità, ci vuole troppo pelo sullo stomaco, c'è troppa corruzione. Mi farei venire il sangue amaro. Però non mi tiro indietro quando devo dire la mia e ho la fortuna di essere un personaggio pubblico, mi appassiono e faccio da tramite. Tutto qui. Ma piuttosto che entrare in politica vado a truccare i morti! ».

Hai imparato davvero a truccarli?
«Sì. E' un lavoro pazzesco. Se ad esempio hai a che fare con morti sfigurati a causa di incidenti stradali diventi quasi come un chirurgo plastico. Devi ricostruire i loro volti. Se poi ti arriva una donna, devi fare in modo che torni ad essere bella, che abbia un incarnato roseo, che abbia un aspetto rilassato…»

Che cosa macabra.
«Ma è così che funziona. L'episodio è stato girato in un negozio di pompe funebri, tra bare vere. Effettivamente fa venire la pelle d'oca. Prendiamo però il lato positivo della cosa. Se dovesse andarmi male come attrice, in futuro potrò giocarmi anche questa carta e magari andare a Holywood, ma a truccare i cadaveri! ».

Quando si dice "vedere il bicchiere mezzo pieno". E a proposito di futuro, dove ti rivedremo?
«In autunno uscirà un'altra commedia 'L'ultima spiaggia', opera prima di Gianluca Ansanelli, in cui interpreto una donna omosessuale. Nel film si affronta il tema della fecondazione assistita. Con la mia compagna (Paola Pieraccioni) decidiamo di partire alla volta della Spagna perché vogliamo avere un figlio, poi cambiamo idea e pensiamo di chiedere aiuto al mio ex fidanzato, Dario Bandiera».

Un altro tema molto attuale. Proprio ieri Obama si è dichiarato a favore dei matrimoni omosessuali. E' una svolta storica, tu cosa ne pensi?
«Sono assolutamente d'accordo con lui. È un loro diritto, così come quello di poter mettere su famiglia. E credo anche  che ogni donna abbia il diritto di diventare madre. Se non dovessi avere la fortuna di trovare l'uomo giusto non mi farei problemi a optare per la fecondazione assistita».

Sei molto serena, ha un approccio molto positivo alla vita. È anche merito di un uomo?
«Non nascondo che sto vivendo un periodo magico, ma credo sia solo merito mio. Del resto, quando si è agitate o nervose è impossibile trovare l'amore. Nell'ultimo anno ho fatto pace con me stessa, ho trovato il mio centro e sono molto più sicura di me».



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