Festival di Cannes 2012. Ken Loach: «Inglesi ossessionati dalle parolacce»

di Nanà Sirami 

Tra kilt, linguaggio colorito, periferie e piccoli crimini, The angels' share è un film di disagio e riscatto. Che ricorda un po' la serie tv Misfits

Nanà Sirami

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Ken Loach si lamenta della censura e «dell'ossessione della classe media inglese nei confronti delle parolacce». Di questo e d'altro (dal whisky alla politica) il regista inglese, working class per eccellenza, ha scherzato oggi con i giornalisti di Cannes dopo la presentazione di The angels' share, in concorso. Storia agrodolce di un giovanissimo disoccupato di Glasgow, piccolo criminale, neo-papà e dedito ai lavori sociali (come i protagonisti del serial di culto Misfits), che scopre un talento per la degustazione del miglior whisky scozzese.

Dal lavoro al disagio sociale, tra kilt e capelli a spazzola, Loach torna sui suoi temi  di denuncia, con il timbro (talvolta) più leggero degli ultimi tempi.
Ma anche il realismo deve vedersela con i produttori, e qui si torna a parolacce e censura: «Nel film abbiamo potuto usare solo alcuni termini. In pratica, solo quelli non aggressivi. Gli altri li abbiamo dovuti censurare».
Eppure siamo certi che i suoi "angeli" di Glasgow non parlano come Shakespeare.

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