Wadjda e il risveglio rosa dell'Arabia, a Venezia

di Laura Frigerio 

Presentato alla Mostra del Cinema di Venezia il primo film realizzato da una donna in Arabia Saudita

Laura Frigerio

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«Il nostro paese si sta finalmente aprendo e questo ci potrà finalmente dare possibilità per crescere. Io sono convinta che sia necessario credere in noi stessi e non perdere mai la speranza» - sostiene Haifaa Al Mansour, prima donna ad essere riuscita a girare un lungometraggio in Arabia Saudita.


Quest'ultimo, dal titolo Wadjda è in concorso nella sezione Orizzonti della 69a edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Al centro la storia di una ragazzina di dieci anni un po' irrequieta, che si scontra con una società conservatrice e fortemente maschilista.

«Noi donne dobbiamo progredire e fare cose che ci stanno a cuore. Certo, a me piace parlare dei diritti delle donne, ma anche raccontare storie e la soddisfazione più grande è quando il pubblico apprezza» - continua Haifaa, che ammette: «Girare questo film non è stato facilissimo, non solo a livello burocratico o produttivo. Non so se lo sapete, ma noi donne non possiamo nemmeno girare per strada insieme. Però io non mi sono fermata di fronte a queste difficoltà, mi sono lanciata e dopo tre anni eccoci qui».


Wadjda è già stato venduto in alcuni paesi europei come Germania, Francia e Svizzera. Speriamo che arrivi anche in Italia.

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