Le cose belle di Napoli, a Venezia

di Laura Frigerio 

La vita di quattro giovani napoletani nel documentario di Agostino Ferrente e Giovanni Piperno, presentato alla Mostra del Cinema

Laura Frigerio

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«Abbiamo cercato di non calcare la mano e di mantenere i toni il più possibile leggeri» - racconta Giovanni Piperno, autore insieme ad Agostino Ferrente de Le cose belle, documentario presentato alle Giornate degli Autori della 69a Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.

Si tratta di una sorta di sequel di Intervista a mia madre, documentario del 1999 in cui si raccontava la storia di quattro ragazzini napoletani (tra i 12 e i 14 anni), con la loro visione del mondo e i loro sogni coltivati in una città non facile, nemmeno per i più piccoli. Ora Adele, Silvana, Fabio ed Enzo sono cresciuti e i due registi hanno deciso di tornare a Napoli, per vedere cosa è successo.

«Nonostante il passare degli anni la situazione a Napoli non è molto cambiata, ma noi abbiamo voluto intitolare il film Le cose belle, per cercare di lanciare un messaggio positivo e di speranza» - continua Piperno - «Questi giovani hanno dovuto affrontare, nelle loro vite, dei momenti molto difficili, ma hanno continuato a lottare e ora sono qui a raccontarlo».

Quando il pubblico potrà vedere Le cose belle? «Al momento non è prevista distribuzione nelle sale, perchè come ben sapete non è facile per i film di finzione, figuriamoci per i documentari» - dice Ferrente - «Però c'è la possibilità che venga trasmesso in televisione, come il precedente. Siamo in trattativa, speriamo bene!»


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Da Vanity


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