To the Wonder. E Venezia fischiò il maestro Terrence Malick

di M. M. 

Il primo screening del film, attesissimo titolo in concorso al festival di Venezia, è andato così. D'altra parte neppure gli esordi di The Tree of life erano stati incoraggianti

M. M.

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Qualche sghignazzo in sala durante la proiezione dovuto ad alcune memorabili frasi (tra cui "io sono l'esperimento di me stessa" pronunciata in italiano dalla nostra Romina Mondello), e tanti fischi a fine proiezione: il primo screening di To the Wonder, di Terrence Malick, attesissimo titolo in concorso al festival di Venezia, è andato così. D'altra parte neppure gli esordi di The Tree of life erano stati incoraggianti. Quindi 01 Distribution, che porterà il film nelle sale italiane il prossimo autunno, può stare tranquilla.

La ex Bond Girl Olga Kurylenko e Ben Affleck sono i protagonisti di una storia d'amore tra Parigi e l'Oklahoma. Un amore fatto di passione ma presto anche di dubbi, diversità inconciliabili, incomprensioni, ricatti morali, dolori e tradimenti e che alla fine si arrende all'evidenza del proprio fallimento. Rarissimi i dialoghi: quasi tutto è affidato alla fisicità degli interpreti, lasciati - a loro dire - molto liberi di esprimersi. Forse pure troppo.

Malick e Affleck sono assenti a Venezia, come pure Javier Bardem e Rachel Mc Adams, interpreti secondari della pellicola. Tocca quindi ai produttori e alla Kurylenko supportare il film.
"L'amore è l'emozione più misteriosa del mondo - dichiara la giovane attrice - questa è la storia di due persone che hanno una passione ma non riescono a vivere insieme. La gente si separa per molti motivi, il che non coincide necessariamente con la fine dell'amore. La vera domanda è: siamo davvero liberi di scegliere o c'è un destino sopra di noi?"
E quanto alla sua esperienza col cineasta americano racconta: "Ho fatto i provini a Parigi, con lui presente. E ho subito avuto la sensazione che avremmo lavorato insieme. Da come mi parlava, mi toccava il braccio… ho subito capito che la parte era mia. C'è telepatia tra noi. Sul set non doveva parlarmi molto. Ci comprendevamo al volo. Io capivo subito quello che voleva da me".

Sul perché il regista non sia arrivato al Lido - nonostante la leggenda che Malick vada ai festival in incognito e si nasconda in sala per spiare le reazioni del pubblico - i suoi zelanti collaboratori presenti ci spiegano che "è letteralmente sommerso dal lavoro: ha appena finito di girare un film e sta per iniziarne un altro. Non ha neppure il tempo di leggere le recensioni. E comunque lui è un artista: gli interessa solo la creazione, non si occupa dell'esteriorità".


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