Carlo Verdone: Difficile partorire un Ivano o un Mimmo oggi

di Valentina Caiani 

«Oggi è più probabile che l'ispirazione mi arrivi per temi e non per personaggi. C'è troppa omologazione e poi non ho più l'età per indossare la maschera del trentenne». Il regista e attore,presentando il documentario Carlo! al Festival Internazionale del Film di Roma, riflette sulla comicità odierna, 'minacciata' da una mitomania dilagante

Valentina Caiani

Valentina Caiani

EditorScopri di piùLeggi tutti


Carlo Verdone in press conference a Roma

Carlo Verdone in press conference a Roma

Come nei suoi film, attraverso tic e tipi, racconta l'Italia, così nel presentare il documentario che oggi narra e svela lui come autore, Verdone finisce per fare uno spaccato (poco tenero) del Paese.

Interrogato su quali dettagli e prototipi lo stiano ispirando oggi per nuovi personaggi come l'Ivano di Viaggi di nozze, l'Armando di Gallo Cedrone, il Mimmo di Bianco, Rosso e Verdone, il regista e attore spiega: «Ci si aspetta che uno dica tanti, invece non è così. Perchè sono tutti uguali. Oggi, ce lo dice bene il tatuaggio (tutti ce l'hanno, tutti simile), nessuno spicca in modo particolare».
Come esempio della cosa Verdone cita anche il calcio ("uno specchio perfetto del costume") dove tutti sfoggiano lo stesso ciuffo ("come se ti facesse 'guerriero'").

L'omologazione pare un problema per chi lavora come lui: «Sono tutti uguali, bisogna 'penetrarli' per trovare qualcosa di veramente peculiare e curioso. Forse più che di tipi, è meglio parlare di alcune 'patologie' diffuse. Ad esempio della mitomania".

Su questo tema, l'attore si dilunga: «La mitomania è la malattia dell'oggi ed è cavalcata dalla politica, con vere e proprie incursioni nella commedia all'italiana, così tanto che tu autore non sai quasi che raccontare. Qualcuno ci riesce, come Crozza. Personalmente oggi, più che per tipi, per personaggi, mi trovo meglio a ragionare per temi (le relazioni familiari, i consumatori bulimici)».

Portare in scena tipi come i grandi classici 'verdoniani', infine, è ormai anche difficile anagraficamente: «Non ho più la maschera per fare uno di 30-40 anni», spiega il comico. «Lascio questo compito ad attori più giovani sotto la mia regia, come ho fatto con Marco Giallini nell'ultimo film».
Quali ruoli, allora per Verdone? Ci sono dei seniores interessanti da raccontare? «Rispetto alla Roma che mi ha ispirato per tanto tempo resta il fascino di certi anziani trasteverini, che con il loro sorriso, spesso cattivo, sarcastico, hanno una poesia da trasmetterti. I miei coetanei sono ridicoli con quella tendenza diffusa a 'fare i giovani'».

DA STYLE.IT

  • News

    Meteo: stop al caldo, torna l'inverno

    Meteo: stop al caldo, torna l'inverno

  • News

    Arrestata infermiera killer a Piombino

    Arrestata infermiera killer a Piombino

  • News

    I genitori di Giulio Regeni: «Vogliamo verità e giustizia per nostro figlio»

    I genitori di Giulio Regeni: «Vogliamo verità e giustizia per nostro figlio»

  • News

    Oscar 2016, trionfo Spotlight ma anche DiCaprio

    Oscar 2016, trionfo Spotlight ma anche DiCaprio

Da Vanity


Inserisci il tuo indirizzo email per iscriverti alle newsletter di Style.it