Sylvester Stallone ha una nuova arma. Il sorriso

di Redazione Cinema 

Certi miti non finiscono mai. Come Sly che a 60 anni più che compiuti si impone (ancora) come eroe action armato, però, tanto di muscoli quanto di ironia. Capace di stendere tanto l'avversario quanto il pubblico con una battuta. Succede in Bullet to the head, oggi fuori concorso al Festival Internazionale del Film di Roma

Redazione Cinema

Redazione Cinema

Scopri di piùLeggi tutti

<<>0
1/

Simpatico, arguto, con la battuta pronta. L'attore che per anni ci ha abituato ai volti duri e sofferti di Rambo e Rocky porta al Festival Internazionale del Film di Roma un nuovo personaggio pieno di muscoli ma anche di humor e sul palco rivela inedite doti di intrattenitore.

Con I mercenari 1 e 2 l'aveva fatto intuire: c'è un futuro per i super fusti anche oltre i 40 e 50. Con storie piene di colpi, di colpi di scena e anche di ironia. Il nuovo Bullet to the head, procede proprio in questo senso. Ed è anche un film d'autore.  

Sulla scena un Sylvester Stallone molto tatuato è un sicario che si ritrova a lavorare con un poliziotto per vendicare il compagno di crimine uccidendo il suo assassino.
L'improbabile coppia, bandito d'esperienza e giovane poliziotto un po' pivello, il duro e l'integerrimo, l'analogico e il sempre-connesso offre una serie di situazioni leggere in cui è Sly a farla da padrone. Con tempi comici perfetti.
Di genere, certo. Ma affidati a una regia d'eccezione che fa la differenza. Quella di Walter Hill, autore de I guerrieri della notte ma soprattutto di 48 ore, in cui Nick Nolte ed Eddie Murphy aprivano la stagione delle coppie investigative 'improvvisate', fornendo un precedente anche per quest'ultima.

Hill ha ripreso il suo 'modello' modernizzandolo e puntando ancora di più sull'ironia: «Se in un film d'azione il dialogo può contenere tensione, allora abbiamo una combinazione affascinante», spiega alla stampa. «meglio il conflitto di personalità di tanti effetti scenici». Stallone ha contribuito con un personaggio, Jimmy Bobo in cui per sua stessa ammissione,  ha «preso e combinato Rambo e Rocky, per un nuovo eroe rivolto a una nuova generazione».
Sopra tutto, anzi dentro, quel sapore di western che permea un po' tutta la tradizione di Hill, autore, tra l'altro, anche della serie tv Deadwood.

Chicca in più, un gioco ironico di genere dentro il genere: il gigante cattivo della storia, infatti, è interpretato da Jason Momoa, che sul grande schermo ha da poco interpretato Conan. La lotta tra lui e Bob assume un che di 'titanico', quasi fosse tra Rambo e il capo dei barbari. Proprio per questo (e anche per la voglia di innovare e cambiare), lo scontro finale si gioca a colpi d'ascia: «un corpo a corpo che ha un che di ancestrale, roba da vichinghi», racconta Hill.
«Conan non l'ho mai affrontato nei miei film, mi mancava. La cosa mi ha divertito parecchio», chiosa Stallone.

DA STYLE.IT

  • News

    Meteo: stop al caldo, torna l'inverno

    Meteo: stop al caldo, torna l'inverno

  • News

    Arrestata infermiera killer a Piombino

    Arrestata infermiera killer a Piombino

  • News

    I genitori di Giulio Regeni: «Vogliamo verità e giustizia per nostro figlio»

    I genitori di Giulio Regeni: «Vogliamo verità e giustizia per nostro figlio»

  • News

    Oscar 2016, trionfo Spotlight ma anche DiCaprio

    Oscar 2016, trionfo Spotlight ma anche DiCaprio


Inserisci il tuo indirizzo email per iscriverti alle newsletter di Style.it