Alessandro Gassman e la sua Razzabastarda

di Laura Frigerio 

Alessandro Gassman debutta alla regia e presenta la sua opera prima al 7° Festival Internazionale del Film di Roma

Laura Frigerio

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«Ho voluto inserire nel film tutto ciò che mi fa paura, come il sangue, gli aghi ecc. E' per questo che ho scelto il bianco e nero: è un modo per entrare meglio nei personaggi e nel loro mondo privo di colori ed eleganza» - racconta Alessandro Gassman, che ha presentato al 7° Festival Internazionale del Film di Roma (nella sezione Prospettive Italia) la sua opera prima Razzabastarda.

Il film è l'adattamento cinematografico del suo fortunato spettacolo teatrale Roman e il suo cucciolo, a sua volta ispirato alla piace teatrale Cuba and his Teddy Bear.

«Il viaggio di questo film è piuttosto lungo: parte dal 1984, quando Robert De Niro portò sui palchi dell'Off Broadway questo testo. Io lo lessi qualche anno dopo, incuriosito e mi innamorai anch'io da questa storia di un padre spacciatore e di suo figlio tossicodipendente. Così pensai di cambiare la sua cittadinanza, da cubana a romena e anche l'ambientazione, dal Bronx alla periferia italiana» - continua Gassman, che descrive così il suo esordio ufficiale come regista: «E' stato tutto così naturale che me ne sono stupito».

Alessandro si è ritagliato anche il ruolo del protagonista. Con lui nel cast Giovanni Anzaldo, Manrico Gammarota, Sergio Meogrossi, Matteo Taranto e Madalina Ghenea, a cui si aggiunge la partecipazione di Michele Placido.
Da segnalare anche la colonna sonora composta da Pivio e Aldo De Scalzi, con il tema principale scritto e composto da Francesco Renga.

Da Vanity


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