Berlinale 2013. Emile Hirsch: «Non so ballare e non ho bisogno di essere sempre 'Into the wild'»

di Marina Nasi 

Co-protagonista di Prince Avalanche, anomalo "buddy movie" con Paul Rudd, l'attore di Nelle terre selvagge scherza sul suo ruolo di icona dei "selvaggi"

Marina Nasi

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Emile Hirsch al Festival del Cinema di Berlino

Emile Hirsch al Festival del Cinema di Berlino

Prima notizia: la barba "ironica" continua a imperversare: sia Emile Hirsh che Paul Rudd, protagonisti di Prince Avalanche, oggi in concorso al Festival di Berlino, hanno il volto  coperto della folta peluria che fa tanto "attore indipendente" (come già Eric Sarsgard e Hugh Jackman nei giorni scorsi).  Il film di David Gordon Green (Strafumati, All the real girls), remake della pellicola islandese Either Way, è una malinconica e surreale commedia su due lavoratori delle strade texane.

Seconda notizia: Emile Hirsh non sa ballare:  l'unica scena tagliata, racconta il regista,  è proprio quella in cui l'attore danza. «E per fortuna!», ride lui.

La colonna sonora è della band texana Explosions in the sky: «Il film così com'è non esisterebbe senza di loro - conclude il regista - è stato il batterista a suggerirmi di girarlo proprio lì, in quel posto incredibile». Ovvero nel Bastrop State Park, zona devastata dagli incendi del 2011, che fornisce un arido contrappunto alla natura selvaggia in cui si muoveva Hirsh nel film-culto che l'ha lanciato nel 2007, Into the wild di Sean Penn: «Sono cresciuto a Santa Fe, piena di natura, ma vivo a Los Angeles da 15 anni: in questo film ho portato la mia parte più urbana. Mi è piaciuto interpretare un personaggio così diverso da quello che mi ha reso celebre, uno che non si interessa al verde e non sa prendersi nemmeno cura di se stesso... Quanto a Into the wild, spesso ho incontrato gente che mi ha detto 'Ma come? Io ispirandomi a te ho mollato tutto, vivo in mezzo alla natura... e tu?' Vi chiedo scusa ragazzi».
Come dire: «ricordate che io sono solo un attore».
Foto: GettyImages

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