Toni Servillo a Film Factory Italia: «Il teatro? Non è l'anticamera del cinema»

di Marion Vague 

Reduce dal set de La grande bellezza di Paolo Sorrentino e impegnato sul palcoscenico de Le Voci di dentro del grande Eduardo De Filippo, Toni Servillo ha raccontato il mestiere d'attore agli studenti dello Ied di Milano

Marion Vague

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Toni Servillo

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Toni Servillo è salito in cattedra in qualità di maestro d'eccezione a Film Factory italia, workshop internazionale di cinema giunto alla seconda edizione ideato da Disaronno, Ciak e OffiCine.

Servillo ha incontrato ieri, 3 aprile, gli studenti dello Ied di Milano per raccontarsi e, soprattutto, raccontare il mestiere dell'attore, con lo scopo di riportarlo alla sua dimensione reale e quotidiana. Un'occasione per trasmettere un messaggio fatto di impegno, studio e lavoro ai giovani che desiderano intraprendere la carriera cinematografica (e non solo). Con lui c'erano anche Piera Detassis, direttore di Ciak, e il regista Silvio Soldini.

L'attore napoletano, vincitore del premio come migliore interprete europeo nel 2008 per la magistrale performance de Il divo, è reduce dalle riprese de La grande bellezza, ultimo film del regista Paolo Sorrentino, e si divide da anni tra set cinematografici e palcoscenici. L'ultima fatica teatrale? La regia e l'interpretazione de Le voci di dentro di Eduardo De Filippo, al teatro Piccolo di Milano.
A proposito della diversità tra palcoscenico e set, Servillo ha dichiarato: «Non ho mai considerato il teatro come anticamera del cinema, al quale sono arrivato a quarant'anni, quasi per caso: faccio teatro in maniera militante, la considero la dimensione massima di approfondimento di quel che fa un attore, cioè recitare».

In comune, le due esperienze hanno l'aspetto ludico, seppure con delle peculiarità differenti: «Il teatro è è un'esperienza legata al gioco, al "facciamo finta che". Anche sul set è così, ma il cinema assomiglia di più a uno straordinario caos in cui tutti però lavorano con la determinazione di realizzare ogni dettaglio: è una sfida continua, si vive in tensione per mantenersi in qualche modo "vergini" nei confronti del proprio personaggio».
Servillo non ha dubbi: «Il mestiere dell'attore è il più bello al mondo», e aggiunge «Non capisco quelle compagnie di attori depressi che salgono sul palco come andassero a timbrare il cartellino».

L'istrionico attore non si è fatto mancare qualche dichiarazione spiritosa e ironica rivolta a chi lo accusa di fare troppi film legati al mondo della politica: «Io un film d'amore lo farei, ma non me lo propongono!».
Indiscrezioni, invece, circa l'ultimo film? Servillo non si è sbottonato riguardo La grande bellezza, nuovo film di Sorrentino attesissimo al prossimo Festival del Cinema di Cannes. Ma ci scherza su: «Mi vedrete bellissimo!».
(foto GettyImages)

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Da Vanity


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