Sergio Rubini: «Mi rifaccio vivo, con un lieto fine»

di Marion Vague 

L'attore pugliese torna al cinema con il suo 11esimo film da regista, nelle sale da domani, 9 maggio. Con Emilio Solfrizzi, Lillo Petrolo, Neri Marcorè, Margherita Buy, Vanessa Incontrada e Valentina Cervi, una storia surreale (tutta da ridere) sulle seconde possibilità

Marion Vague

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Mi rifaccio vivo è la storia di un antagonismo sfrenato (ma molto divertente) che nasce tra i banchi di scuola e che coinvolge l'esasperato imprenditore Biagio Bianchetti (Lillo Petrolo), marito della bellissima Sandra (interpretata da Vanessa Incontrada), e il sempre vincente Ottone di Valerio (Neri Marcorè).
Bianchetti, dopo un'ennesima sconfitta, decide di farla finita senza sapere però che gli verrà concessa una seconda chance: quella di reincarnarsi per una settimana nel corpo di qualcun altro. Il prescelto è Dennis Ruffino (Emilio Solfrizzi), socio di affari del tanto odiato Ottone. Tra i due uomini, acerrimi avversari, nascerà una particolare amicizia che condurrà ad un finale a sorpresa, un lieto fine.

Proprio di questo va orgoglioso Sergio Rubini che con Mi rifaccio vivo approderà nelle sale il prossimo 9 maggio: «La mia idea è stata quella di fare un film sulla conciliazione. Il nemico una volta conosciuto non fa più paura. Questo è il punto di partenza del film» e aggiunge «E' divertente e leggero, adatto a un momento come questo. E poi chiude bene, con un lieto fine e lo dico con una certa fierezza. Un tempo era scontato e superficiale ma oggi, in questa situazione così delicata di profonda crisi, il lieto fine è un atto di coraggio: l'indicazione di una strada. Poi c'è un cast di cui sono davvero orgoglioso».

Il cast è stato in parte radunato durante una cena informale tra amici, racconta Lillo Petrolo: «Sergio è un grande affabulatore e ci ha convinti a partecipare al film semplicemente raccontandoci la storia. Non ho neppure letto la sceneggiatura prima di accettare. Mi è da subito sembrata una storia divertente, non banale e con varie chiavi di lettura».
Il primo a essere stato coinvolto è stato però Emilio Solfrizzi, già diretto da Rubini nel film La terra (2006). «Ho partecipato al film come chi va ad una festa sapendo già in partenza di divertirsi!» racconta Solfrizzi, che dal regista e amico Rubini viene definito un «comico della vecchia guardia e un "cascatore" che sa cadere e inciampare».
Dichiara il regista: «Sono partito da Emilio e Neri Marcorè, mi sono sembrati una coppia forte. Da questo duo, facendo una ricerca sono arrivato a Lillo, un approdo fantastico. Spero di poterci lavorare di nuovo in futuro».
E il trio femminile? «Per quel che riguarda le attrici - dice Rubini - sono partito da Margherita Buy (che interpreta Virginia, ndr) e Valentina Cervi (nei panni della psicologa di Ottone di Valerio, ndr) con cui ho lavorato in passato e a loro, pensanti e nevrotiche, volevo contrapporre una femminilità più compita e in pace con se stessa e sono arrivato a Vanessa Incontrada: portatrice di una femminilità che non spaventa e non invade».

Sergio Rubini, che per la prima volta vira verso una commedia pura, seppur sofisticata, confessa di essere entusiasta di questa nuova svolta, che sembra essere cucita addosso alla sua ultima storia (la undicesima da lui girata): «Ogni film, ogni storia ha il suo genere e questa non poteva che essere raccontata in una commedia che ti fa semplificare e procedere a falcate grandi. L'autore non deve mai anteporre la propria autorialità alla storia ma deve esserne al servizio. Nel mio cassetto ho altre commedie e in particolare ne ho una di costume che si inserisce perfettamente nella tradizione italiana. Spero un giorno di riuscire a realizzarla…».

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