Benvenuto Presidente, risate al Quirinale con Claudio Bisio e Kasia Smutniak

di Marion Vague 

Claudio Bisio e Kasia Smutniak sono i protagonisti di Benvenuto Presidente, film di Riccardo Milani, al cinema dal 21 marzo. Una favola «popolare e non populista» che racconta di un "presidente per caso"

Marion Vague

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Prendete un candido bibliotecario di montagna che perde il lavoro a causa dei fantomatici "tagli". Un bambinone, oramai oltre la cinquantina e con l'hobby della pesca. Catapultatelo con i suoi stivaloni infangati sul tappeto rosso del Quirinale e immaginatevelo eletto (per  sbaglio) Presidente della Repubblica. Cosa succederebbe? Lo racconta Benvenuto presidente, film di Riccardo Milani, nelle sale dal prossimo 21 marzo.

Claudio Bisio è Peppino Garibaldi, "vittima" di un nome ingombrante (Giuseppe Garibaldi) che lo fa eleggere in seguito a una votazione-"sfottò" dalla maggioranza dei parlamentari (dai pareri decisamente inconciliabili). Questi decidono casualmente di indicare come provocazione un nome "qualunque" pur di non raggiungere un accordo. Il neopresidente dovrà vedersela con quegli stessi politici (perlopiù corrotti) e con la rigida etichetta del protocollo, incarnata nella persona di Janis-Kasia Smutniak, fascinosissimo e rigorosissimo Vicesegretario che, però, cela nel profondo un animo decisamente hippie, ben presto destinato a emergere.
Le prime iniziative del neopresidente sconvolgono i tradizionali canoni della politica:  Peppino dà i suoi soldi ai poveri, ospita dei barboni al Quirinale e finisce in pizzeria a mangiare con dei turisti cinesi in visita a Roma. Intorno alla "strana coppia" (destinata a innamorarsi per il sempre valido principio degli opposti che si attraggono) ci sono attori come Remo Girone, Omero Antonutti, Piera Degli EspostiGiuseppe Fiorello, Cesare Bocci, Massimo Popolizio e Patrizio Rispo.

Un film sulla politica? Non proprio, perlomeno stando a quanto dice il regista Riccardo Milani: «E'una favola, popolare non populista. Non è un film sulla politica o almeno non solo. Racconta dei cittadini di questo paese e di come sono cambiati», continua il regista «Molte generazioni di italiani sono abituati alla raccomandazione, alla clientela, il favore di un amico... tutti elementi che non dovrebbero far parte della vita delle persone. Noi siamo cresciuti dando colpa alla politica del marcio».
Il film invita a non nascondersi dietro l'alibi della colpevolizzazione del sistema e a riflettere sulle proprie responsabilità personali, cosa che si trova a dover fare lo stesso Peppino quando, vittima di un complotto, è costretto a scegliere tra l'etica di presidente integerrimo e la serenità delle persone a lui care.

Un soggetto attualissimo che, eppure, è stato pensato e scritto ben tre anni fa. Dice Bisio: «Circa tre anni fa mi aveva cercato il produttore Nicola Giuliano per parlarmi di un soggetto, sono stato io poi a proporlo a Riccardo Milani. Il film racconta l'Italia del 2013 che è molto diversa da quella di tre anni fa. Beppe Grillo era soltato un comico e Berlusconi era ancora saldamente Presidente del Consiglio…- dice l'attore - Ci sono state almeno cinque, sei stesure della sceneggiatura scritta da Fabio Bonifacci ma non volevamo inseguire la realtà. L'attualità ogni giorno ci superava e ci spiazzava».

Contenuti importanti veicolati da una commedia leggera, con un'intenzione precisa ma senza troppe pretese. Le protagoniste sul set sono state decisamente le risate…
«Non mi sono mai divertita così tanto. Lavorare così è proprio tutta un'altra storia. Sempre film drammatici: basta!» dice entusiasta per la sua 'svolta comica' Kasia Smutniak. «E' la mia prima volta in un film comico. Mi svegliavo la mattina e ridevo da sola come una pazza. Fuori ciak era ancora peggio!».
Le fa eco Bisio: «Kasia ha rappresentato una bellissima sorpresa. Ci siamo divertiti tanto, sul set e fuori e io mi sono permesso di giocare, di tirare la corda fin dove potevo... e lei lasciava che io la tirassi!».
Kasia ricambia i complimenti ricevuti dal collega, «La mia fortuna è stata avere affianco Claudio che è un comico molto generoso, un divertentissimo attore serio».
La scena più divertente? «In una scena di sesso con Bisio ho finito con l'infilargli un dito nell'occhio» rivela Kasia, «Lui è finito al Pronto Soccorso. Sul set molto spesso finivamo per darci grandi capocciate e gomitate, sembrava fossimo in un cartone animato!».

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