Sesso, soldi e stelle d'Oriente al Florence Korea Film Fest 2013

di V. C. 

L'ossessione per il denaro (e per il potere) che tutti logora e tutto opprime, l'evoluzione del ruolo della donna nel cinema erotico degli ultimi 30 anni e il (rinnovato) piacere di scoprire tanti film scrigno (in cui i generi si incastonano uno nell'altro). Sono questi alcuni degli elementi hot dell'undicesima edizione della kermesse cinematografica toscana

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DENARO E POTERE LOGORANO… CHI LI HA (O MENO)
Masquerade e Pieta, film di apertura e chiusura del festival, assieme ad altre pellicole come The King od pigs o The taste of money, raccontano, con toni e sfumature profondamente diversi, una società economicamente fiorente in cui l'individuo però risulta schiacciato. Chi dal peso del proprio potere, chi da quello dei debiti e dall'ambiente di violenza che li circonda. Chi dall'impossibilità di godere davvero delle proprie ricchezze (così grandi da diventare ingestibili e pericolose per la propria incolumità), chi dalla mancanza di una possibilità di avanzamento sociale o di una giustizia superiore che tuteli i più deboli…

L'EROS NEGLI OCCHI DEL CINEMA KOREANO
Nella sezione K-Eros una serie di pellicole dagli Anni Ottanta a oggi raccontano l'evoluzione dell'immaginario erotico del Paese. Con un'attenzione particolare per le figure femminili, passate da un coinvolgimento sensuale sostanzialmente passivo a un eros vissuto da protagoniste (quasi assolute), capace anche di farsi rivendicazione ed emancipazione.

UN SEX SYMBOL. ANZI UN PERSONAGGIO COMPLESSO
Tradizionalmente impegnato in retrospettive dedicate a famosi registi, il Florence Korea Film Fest quest'anno omaggia un'attrice, Jeon Do-Yeon, premio a Cannes come miglior interprete (per Secret Sunshine, nel 2007), e una vita da musa per diversi tra i maestri del cinema nazionale. Senza mai eccedere: per lei solo 14 selezionate pellicole da quando nel 1991 ha iniziato la sua carriera in popolari serie tv per poi continuare col cinema d'autore.

POTERE ALL'INTRATTENIMENTO
Masquerade? Un film in costume, terzo nei record coreani al botteghino, in cui si ride molto e che alla fine commuove. Pieta, un pugno nello stomaco, che oscilla tra violenza shock e poesia (classica). My mother the marmaid? Una commedia romantica con tratti melò. A ogni nuova pellicola, la sensazione è quella di un viaggio in un ottovolante di emozioni in cui tutto è perfettamente mixato, senza che un genere prevalga sugli altri. Per scoprire che contrariamente a quello che si tende a pensare (che i koreani siano maestri dell'horror e delle scene 'forti'), il panorama è molto più variopinto e costellato di piccoli congegni a orologeria, fatti di componenti emotive e spettacolari a incastro perfetto.

XI Florence Korea Film Fest sponsored Kia Motors Company è a Firenze, cinema Odeon, dal 15 al 24 marzo 2013
info: www.koreafilmfest.com


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