È morto Damiano Damiani, regista de La Piovra

di Marion Vague 

Il regista de Il giorno della civetta e La Piovra si è spento ieri sera a Roma all'età di 91 anni per insufficienza respiratoria.  Il ricordo di Michele Placido: «Lo dico con il cuore e con le lacrime agli occhi: io a Damiano Damiani devo tutto»

Marion Vague

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Damiano Damiani
 Foto: Gérard Rancinan/Sygma/Corbis 1987

Damiano Damiani
Foto: Gérard Rancinan/Sygma/Corbis 1987

Damiano Damiani si è spento nella serata di ieri a Roma, a causa di una grave insufficienza respiratoria. Il regista, friuliano classe 1922, ha portato per primo l'impegno antimafia in televisione, firmando il primo capitolo de La Piovra, con Michele Placido e Florinda Bolkan.

La sua carriera inizia ai tempi del Neorealismo con due documentari, ma le prime soddisfazioni arrivano con la cosiddetta "trilogia psicologica" (Il rossetto, Il sicario e L'isola di Arturo, tratto dal romanzo di Elsa Morante), nel 1960-62.
Successivamente il regista decide di portare al cinema la propria incontenibile passione civile in pellicole come Quien Sabe? (1967), Il giorno della civetta (1968), tratto dal romanzo di Leonardo Sciascia e interpretato da Claudia Cardinale e Franco Nero, e Confessione di un commissario di polizia al procuratore della repubblica (1971). Con la stessa forte intenzione realizza le fatiche cinematografiche successive, tra cui L'istruttoria è chiusa: dimentichi (1972), Perché si uccide un magistrato (1974), Io ho paura (1977), L'avvertimento (1980), Pizza Connection (1985), L'inchiesta (1987), Il sole buio (1989) e L'angelo con la pistola (1992).
Il forte senso dell'etica e l'innato spirito di denuncia non hanno mai abbandonato Damiano Damiani che ne è stato portavoce persino in televisione con Il treno di Lenin (1988) e ancor prima con La Piovra (1984), serie televisiva che ha reso il  commissario Cattani interpretato da Michele Placido il simbolo della lotta antimafia.

L'attore, fortemente colpito dalla scomparsa del regista, ha dichiarato all'Ansa: «Lo dico con il cuore e con le lacrime agli occhi: io a Damiano Damiani devo tutto. Non sarei diventato quello che sono adesso. Mi ha fatto conoscere non solo in Italia ma nel mondo perché La piovra l'hanno vista e amata ovunque. Ha reso il personaggio del commissario Cattani il simbolo universale della lotta alla mafia e ancora oggi vivo di quella gloria. Per me è stato un maestro vero».


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