Il nome della rosaDa dove partire, se non da qui? Il nome della rosa è l'opera più letta, più conosciuta, più amata di Umberto Eco. Pubblicato nel 1980 da Bompiani, il romanzo (giallo, storico, esoterico e filosofico) ha venduto milioni di copie in tutto il mondo ed è stato tradotto in più di 40 lingue. Tutti ne hanno una copia su uno scaffale di casa. Ma quanti l'hanno veramente letto (non accontentandosi del film con Sean Connery)? Diciamocelo: per affrontarlo ci vuole impegno. Non è proprio una lettura da spiaggia. Però ne vale davvero la pena.
Opera apertaMa facciamo un passo indietro. Prima di diventare famoso come romanziere, Eco era già noto in quanto semiologo, linguista e filosofo. Uno dei suoi testi fondamentali, che hanno aperto gli occhi a migliaia di studenti universitari, è Opera aperta. Pubblicato nel 1962 (poi più volte modificato e rieditato), il libro raccoglie una serie di saggi in cui il professore indaga la struttura, i canali e i messaggi delle opere d'arte ponendo l'accento sull'aspetto comunicativo, sulla pluralità dell'interpretazione e sull'innovazione delle neoavanguardie (come il Gruppo '63).
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Apocalittici e integratiRestando nel campo della semiologia e del linguaggio, un'altra opera fondamentale di Eco è Apocalittici e integrati. Il titolo incuriosisce, il libro sorprende: in una manciata di saggi dal ritmo incalzante, il professore tratta il tema della cultura di massa e dei nuovi mezzi di comunicazione (musica, radio, fumetto). In particolare, il libro parla di televisione, analizzando le motivazioni di chi disprezzava il nuovo mezzo (gli apocalittici) e di chi invece cercava di esaltarne le qualità (integrati). Umberto Eco è stato uno dei primi intellettuali a occuparsi di critica televisiva. Il testo più celebre in questo campo è Fenomenologia di Mike Bongiorno.
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Il pendolo di FoucaultDopo il successo de Il nome della rosa, nel 1988 Eco pubblica il suo secondo romanzo, Il pendolo di Foucault. Sullo sfondo di una Milano nostalgica e di una Parigi occulta, il libro racconta la storia di un giovane editore che rimane affascinato dal mito dei Cavalieri Templari. Non pensate a Il Codice da Vinci di Dan Brown: non ha niente a che spartire con il libro di Eco. Che è più esotericamente critico.
Duca dell'isola del giorno primaUmberto Eco, si sa, è uno degli intellettuali italiani più stimati in tutto il mondo. Ha vinto numerosi premi, ricevuto diverse onorificenze, ottenuto molte lauree ad honorem. Sì, ma quante? Seriamente: quante lauree honoris causa ha ricevuto il professore? Ve lo diciamo noi: 38 (l'ultima nel 2010 a l'Université Paris II)! Un numero che sembra incredibile. E non è finita qui: Eco è Cavaliere della Repubblica, Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura, Ufficiale della Legion d'Onore di Francia e Gran Croce al Merito di Germania. Nel 2008, inoltre, il sovrano del Regno di Redonda gli ha conferito il titolo di "Duca dell'isola del giorno prima".
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Il libro più fotocopiatoTanti adorano Il nome della rosa, altri preferiscono Il pendolo di Foucault, molti non possono fare a meno di amare i suoi saggi. Ma nessun libro di Eco (nessuno!) sarà mai più comprato, letto e soprattutto fotocopiato dagli studenti italiani come il mitico Come si fa una tesi di laurea. Non c'è bigino migliore, nè lettura più proficua per chi si trova sotto tesi e davanti una pagina bianca. Parola di ex-tesiste.
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EncyclomediaUmberto Eco è stato "il primo" in molte discipline. È stato il primo vero critico televisivo, il primo letterato a studiare il fumetto. È stato il primo, e non va dimenticato, a credere con convinzione nelle potenzialità del digitale e di Internet. Nel 1994, quando il mondo della rete era ancora un embrione, Eco ha curato un progetto che vedeva lontano: Encyclomedia. Si tratta di un'enciclopedia interattiva su cd (oggi è anche online) sulla storia della civiltà europea pensata per gli studenti delle scuole superiori.
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La ghigliottinaNon si può giudicare ciò che non si conosce. È questa la prima regola del critico. Per parlare di televisione, dunque, bisogna guardarla. E chissà che, tra la tanta spazzatura (perchè ce n'è in abbondanza, ammettiamolo), non si trovi qualcosa di piacevole. Un esempio? Secondo Umberto Eco, un appuntamento televisivo da non perdere è La ghigliottina, gioco finale del quiz di Rai Uno L'eredità. «Ci gioco ogni sera, magari al telefono con amici», ha confessato una volta il professore. «Facciamo a gara a chi indovina prima».
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Humbert CoeTra le grandi passioni di Umberto Eco (oltre a La ghigliottina) c'è il fumetto Dylan Dog. Il professore ne è un un fan sfegatato, tanto che sul numero 136 gli autori hanno pensato di rendergli omaggio attraverso il personaggio Humbert Coe, che affianca l'indagatore dell'incubo in un'indagine sull'origine delle lingue del mondo.
Il cimitero di PragaFalsari, agenti segreti, delitti: sono questi gli ingredienti dell'ultimo, atteso romanzo di Umberto Eco. Pubblicato nel 2010, Il cimitero di Praga ripercorre alcuni eventi del Risorgimento sullo sfondo di una civiltà antisemita. Apprezzato da molti, criticato da alcuni, se siete dei fan del professore non potete perderlo.