Addio a Nada Giorgi, la «ragazza di Bube»

di Francesca Porta 

È morta a 85 anni la donna che ispirò il celebre romanzo di Carlo Cassola

Francesca Porta

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La «ragazza di Bube» se n'è andata. Nada Giorgi, la cui storia ispirò il celebre romanzo di Carlo Cassola, è morta questa mattina all'ospedale fiorentino di Ponte a Niccheri, dove era ricoverata a causa di un'insufficienza renale e di una forte polmonite. Aveva 85 anni.

Nata a Pontassieve nel 1927, negli anni della Resistenza Nada si innamorò del partigiano Renato Ciandri e stette sempre al suo fianco nella lotta contro il fascismo. Nel 1945 Renato, detto "Baffo" venne accusato di aver preso parte, insieme ad altri partigiani, all'omicidio di un maresciallo dei carabinieri e di suo figlio durante una lite.

Ciandri si dichiarò subito estraneo ai fatti e la ragazza lo sostenne. Per tutta la vita Nada proclamò l'innocenza del marito, anche quando fu condannato per duplice omicidio. Il partigiano fu fatto espatriare dal Pci, ma dopo poco tempo fu arrestato dall'Interpol in Francia e rinchiuso nel carcere di Alessandria. Scontò 14 anni di prigione. Quando uscì, nel 1960, ad aspettarlo c'era Nada. I due si sposarono ed ebbero un figlio, Moreno, che oggi ha 50 anni.

Nel 1960, mentre "Baffo" era ancora in carcere, venne pubblicato il libro di Carlo Cassola. Nel romanzo, vincitore del Premio Strega, lo scrittore descrive il partigiano "Bube" (nella realtà Renato Ciandri) come se fosse colpevole dell'omicidio.

Nada Giorgi non riuscì mai a dimenticare quanto scritto da Carlo Cassola. Tra le pagine de La ragazza di Bube ritrovò una storia d'amore, la sua, radicalmente distorta: nel libro, infatti, si lascia intendere che Mara, la protagonista, avesse avuto una storia con un altro uomo. Una supposizione inaccettabile per Nada.

Così come è sempre stata inaccettabile l'idea che il marito fosse stato condannato per un crimine che non aveva commesso. Inaccettabile la sofferenza degli anni trascorsi in carcere, lontano da lei. Inaccettabile scoprire che Cassola, al quale i due avevano raccontato personalmente la propria storia, si fosse schierato dalla parte degli accusatori.

«Per tutta la vita Nada ha difeso con tutta se stessa la figura di Bube, cercando di ristabilire una verità storica che il romanzo di Cassola aveva tradito», ha detto oggi Riccardo Nencini, segretario nazionale del Psi. 

«Se n'è andata la ragazza di Bube, ma resteranno sempre con noi il suo coraggio e l'amore per la libertà e per la verità».

 


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