David Coulthard: «Che cosa accomuna una donna e una F1? Vanno entrambe trattate con rispetto»

di Alessio  Lana 

Incontro a Bologna l'ex pilota di Formula 1, una star che conosce l'aggressività della pista e la modestia nella vita

Alessio  Lana

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David Coulthard, ex campione di Formula 1

David Coulthard, ex campione di Formula 1

«Ti spiace se mi siedo accanto a te, così mentre parliamo posso vedere questi fantastici acrobati in TV?».
David Coulthard è la star che non ti aspetti. Scozzese sanguigno, sex symbol della Formula 1, è come se fosse l'avventore di un pub. Sempre aperto a chiacchierare, accetta di buon grado di farsi fotografare con i tanti fan venuti al Motor Show di Bologna per vederlo in azione con la vettura da Formula 1 della scuderia Toro Rosso sulla pista della fiera.

Mentre osserva gli stuntman in TV, David risponde alla prima domanda:
Ora che ha lasciato le corse, si dedicherà allo spettacolo? La risposta arriva con calma e fermezza:
«No» e la spiegazione è ben calibrata: «Non ho mai pensato a una cosa del genere, perché è difficile essere spontanei quando hai un copione scritto. Anche quando sono stato intervistato non ho mai voluto sapere prima le domande che mi avrebbero posto».
E non si stenta a crederlo, qui seduto e rapito dalla TV come un bimbo di fronte ai cartoni animati. Lui vuole apparire per quello che è: un quarantunenne di successo che non ha bisogno di artifici per farsi adorare, che muore dalla voglia di velocità ed è sempre pronto ad affrontare gli ostacoli.
Insomma, è un pilota.
«Mi sento molto più a mio agio quando reagisco di impulso, perché nel momento in cui sai già cosa dovrai dire perdi tutta la naturalezza. Per me la vita non è questo, è la spontaneità ».
Come in pista insomma, dove non sai mai cosa farà l'avversario per batterti, da che parte lancerà il suo attacco per superarti.

All'improvviso sbotta: «Mio Dio guarda che roba!».
Gli stuntman stanno guidando le loro automobili su due ruote. Bé, è impressionante davvero. Li guardiamo per un po' e ci facciamo una bella risata... È proprio come essere al pub con un vecchio amico. Il tempo però stringe, sono in tanti a volerlo intervistare, e torniamo a noi per affrontare lo spinoso tema delle donne nelle corse automobilistiche. Nessuno meglio di lui può spiegare questa assenza che non bada alle quote rose: di donne nell'automobilismo ce ne sono davvero pochissime.
«Non c'è un motivo fisico, i piloti sono piccoli, non sono muscolosi e una donna potrebbe guidare tranquillamente un bolide del genere», spiega puntando gli occhi blu in aria, pensieroso, dopotutto lui con il suo metro e ottantatré è uno dei più alti. Poi, dopo un attimo, arriva la spiegazione: «Forse è lo spirito di autoconservazione prettamente femminile o forse è perché gli uomini sono più egoisti. Comunque», rimarca di nuovo, «Non c'è nessuna limitazione fisica».

A metà tra il guru e il ragazzo di quartiere, David è sciolto anche quando parla della sua vita privata e in particolare del figlio Dayton, avuto quattro anni fa con la sua attuale compagna Karen Minier, commentatrice della F1 per la televisione francese. Se dovesse scegliere tra l'università o una carriera automobilistica, David per il futuro del figlio spera «Che studiasse» ma rimane convinto che «Il buon senso è meglio di qualsiasi laurea».
«Vorrei che capisse quanto è piccolo il mondo, che viaggiasse per capire le diverse religioni, culture, punti di vista. Come me insomma, che ho avuto l'opportunità di girare grazie alla Formula 1 che mi ha portato praticamente ovunque».  
Ora che però lo show è finito, ha nuovi piani per la sua seconda vita. Dopotutto vista l'energia che sprizza da tutti i pori, è  impossibile vederlo in poltrona a guardare la TV, ma non è facile mollare tutto.
«Per un pilota come me niente è come guidare una Formula 1», confessa,
«con nessun'altra altra macchina proverei le stesse sensazioni, per questo ho scelto di lasciare per sempre le corse agonistiche. Un po' come quando inizi a lavorare devi ammettere a te stesso di non essere più uno studente e affrontare la tua nuova vita. Ecco, per me è lo stesso».
La sua nuova vita si compone di tantissime attività: possiede diversi alberghi in Inghilterra, fa il commentatore sportivo per la BBC e partecipa a eventi in tutto il mondo in cui si esibisce guidando auto spettacolari, proprio come nel caso di Bologna.

Parlando di emozioni però, non ci si può sottrarre al parallelo con il lato femminile della vita. «Per me una donna e una macchina sono accomunate da un tratto comune: vanno trattate entrambe con rispetto. Sono loro dopotutto ad avere il potere» per poi ammettere dolcemente che «Non mi piace stare da solo, adoro stare con qualcuno, e con Karen sono sette anni che stiamo insieme. Credo nel classico cliché che dietro ogni grande uomo c'è sempre una grande donna ma credo anche nel contrario, anzi, sono convinto che i due vadano a braccetto».

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