Martina Colombari:
«Io penso positivo»

di Valentina Bozzetti 

«Non sopporto le persone grigie che alla domanda "come stai" si lamentano sempre». Martina Colombari è il sorridente volto di AZ e si capisce presto perché. Con il sorriso lei non ci fa, c'è.

Valentina Bozzetti

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A 20 anni dalla vittoria a Miss Italia, Martina Colombari è ancora al suo posto, in vetta tra le più belle dello star system italiano, e da un po' di tempo il suo rinomato sorriso, da sempre tra i suoi segni distintivi (e forse tra le "armi" di seduzione), è protagonista dei nuovi spot AZ.

Che cosa è per te il sorriso?
«Il sorriso è un biglietto da visita e passa anche dallo sguardo, sia in situazioni lavorative che nelle relazioni. Fa parte di me, un po' forse per la terra da cui provengo: la Romagna è un luogo di persone allegre e vivaci.
Poi sono una donna fortunata: sto bene, faccio un lavoro che adoro e sono circondata da persone che mi amano e che amo. Tutto questo traspare dal mio volto, sono una persona che ride tanto e che ha voglia di sorridere. Non sopporto le persone grigie che alla domanda "come stai" si lamentano sempre».

La cosa che ti fa sorridere più spesso?

«Il sorriso di mio figlio, la sua faccia assonnata quando lo vado a svegliare al mattino. E poi, lo ammetto, i pettegolezzi delle serate fra amiche in cui non sono invitati ne mariti ne fidanzati e dove vengono fuori cose che non si possono assolutamente ripetere.
Cerco sempre la risata perché mi fa stare bene».

Riesci a sorridere anche nei momenti difficili?
«Spesso a un personaggio noto non viene quasi permesso di commuoversi: puoi far vedere i tuoi sentimenti, ma non troppo; puoi lasciarti andare, ma solo fino ad un certo punto. Io faccio fatica a fare questo, se c'è una situazione che mi fa commuove non mi freno. Sono una persona molto sensibile e non riesco a fingere».

Un bel sorriso corrisponde a un'arma di seduzione e tu, per molti versi, sei un emblema di bellezza naturale: pensi sia possibile "vestirsi solo di un sorriso"?
«Sì, se significa essere te stessa. Nella vita bisogna vestirsi e non travestirsi, solo così si può essere credibili. L'importante è essere sé stessi, se una sera in cui hai voglia di sentirti vamp o di provare l'ultimo smalto alla moda va bene, ma deve essere perché ne hai voglia tu e non perché lo fanno gli altri. Io ho sempre cercato di essere me stessa, quando sono sotto i riflettori ho anche l'immagine che la gente si aspetta da me, ma ci sono molte situazioni in cui sono senza trucco e in scarpe da ginnastica. Amo la normalità: quando vado a fare la spesa le donne mi dicono "Ma fai la spesa anche tu?" Certo!».

La tua positività la adoperi anche in ambito charity. Ad esempio, a sostegno della Rava per Haiti...
«Sì, ho conosciuto questa realtà in una serata in cui facevo da madrina e da lì a un mese sono partita come volontaria. Non mi bastava più essere testimonial, volevo vedere con i miei occhi e sporcarmi le mani. Da lì ho fatto altri sei viaggi, è un impegno nato inizialmente per me stessa, poi ho capito quanto sia importante aiutare gli altri. Non è questione di carità, bisogna anche riuscire a spiegare alle persone cosa sta succedendo ad Haiti, nel mondo. Come diceva Madre Tersa di Calcutta, "tante piccole gocce creano un oceano"».

Ha mai coinvolto in questo impegno la tua famiglia?
«Ad Achille ho sempre spiegato tutto e ha visto le foto. Mio marito non ce la farebbe a venire, è una sofferenza troppo forte per lui in questo momento. Quello che si fa là è molto doloroso e non ci si può tirare indietro, fino a qualche tempo fa provavo a coinvolgere amici e parenti, ma poi ho capito che deve essere una richiesta spontanea. Non tutti siamo pronti per queste cose. Del resto, fino a tre anni fa, io stessa non avevo mai fatto nulla di questo tipo. Forse è arrivato nel momento in cui ero sufficientemente matura».

Subisci il trauma del ritorno con la differenza fra la realtà che c'è là e il nostro mondo?
«Mi succede una cosa strana, all'inizio provo una grande arrabbiatura poi per fortuna riesco a trasformarla in energia per farmi venire nuove idee. Cerco di comunicare alle persone anche attraverso i media. Quando poi parli con il cuore le persone ti credono, sanno che ci sono progetti concreti e che io ho visto la realtà con i miei occhi. Grazie all'aiuto di tutti si ottengono dei passi verso la speranza».

Da Vanity


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