A ogni promozione cinematografica la domanda ritorna: come mai
Michelle è ancora sola dopo tanti anni dalla morte di Heath Ledger?
Il tema suona come una ferita aperta, che l'attrice affronta ogni
volta con uno spirito che va dal bilancio amaro alla nota di
insofferenza.
L'ultima spiegazione, della prima categoria (bilancio amaro), è di
questi giorni. L'interprete di My Week with Marilyn,
ricordando di aver vissuto subito dopo la tragedia una relazione di
circa 18 mesi con il regista Spike Jonze, ha
spiegato a GQ Uk: «(Con Jonze) sono successe molte cose in
una volta sola. Era un po' come se facessimo tutto assieme perché
sentivamo di non avere molto tempo. Immaginavo che mia figlia
avrebbe avuto dei fratelli della sua età. Io da piccola l'avevo
desiderato tanto. Allora non ho potuto far sì che questo sogno si
realizzasse. E ora che Matilda ha sei anni non è possibile: quel
desiderio che mi rendeva impaziente, ora non c'è più. Si vede che
non era destino che succedesse».
Al tema del fratellino si accompagna quello di un padre più che
perduto mai veramente conosciuto perché Ledger scomparve che
Matilda non aveva nemmeno un anno: «Per quanto le cose possano
essere difficili per me, per lei lo sono molto di più. Ho tanto che
lei non ha: del padre posso donarle i ricordi che ho, le storie,
gli oggetti che gli appartenevano, ma lei non vuole solo queste
cose...».
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