A Zelig, l'eco di Sanremo e gli stereotipi di coppia

di Francesco Menichella 

Francesco Menichella

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Torna Zelig dopo la ritirata strategica davanti alla corrazzata Sanremo. La salma del festival della canzone è ancora tiepida e Claudio Bisio sfida il pubblico a ricordare titolo e ritornello della canzone che ha appena vinto. Nessuno si impegna a dare una risposta e le intercettazioni telefoniche di Gianluca De Angelis riassumono comicamente quanto è avvenuto di rilevante sul palco dell'Ariston.
Claudia Mori: "Dopo tutte queste polemiche sono in ansia per il nostro avvenire."
Adriano Celentano: "Ah! Perché l'Avvenire è nostro?"
Il signor Barilla a Belen Rodriguez: "Ascolta Belen la storia delle farfalle è piaciuta. Hai mica un po' di spazio per tatuarti dei fusilli?"
Adriano Celentano: "A me è piaciuto Gigi D'Alessio che cantava in copia con l'incredibile Hulk."
Gianni Morandi: "Guarda che era Loredana Berté. Adriano ti prego, ora devi chiedere scusa!"
Adriano Celentano: "Scusa Hulk!"
Belen Rodriguez: "Secondo te Alex, la farfallina sull'inguine è stata una scelta indelicata?"
Alex Del Piero: "No, guarda me, è una vita che ho l'uccellino sulla spalla!"

Alle battute di Gianluca fanno eco alcuni riferimenti nel surreale tg di Salvatore Marino: "Sanremo, sale l'inguine d'ascolto. Il telebotox ripesca Loredana Bertè."

Torna a Zelig Sergio Sgrilli il comico musicista che ha appena pubblicato l'album Dieci venti d'amore (in collaborazione con Fabio Treves, gli Alchimia, Gigi Cifarelli, Andrea Poltronieri  e il coro di Facebook) e con la sua chitarra ricorda le canzoni rimaste nella mente di tutti anche se non hanno vinto Sanremo.
Qui, il tema del festival si esaurisce e la sesta puntata di Zelig ha il compito di rilanciare l'interesse sulla trasmissione rispolverando l'abito delle migliori occasioni.

Accanto a Paola Cortellesi e Claudio Bisio si alternano in scena vecchie glorie del cabaret come mago Forest, Marco Marzocca, nei panni del domestico di Bisio e Gioele Dix, con il consueto personaggio dell'automobilista cinico: "Esiste una legge non scritta: se ti trovi con l'auto in panne, gli altri passano, ti osservano, magari rallentano e si assicurano che tu sia proprio in panne, e poi… filano via. L'interesse c'è e rallentano anche quelli dell'altra carreggiata ma piuttosto di aiutarti ti filmano e ti postano su Facebook. Così prima ancora che arrivi il carro attrezzi ci sono migliaia di imbecilli che già scrivono mi piace questo elemento."

Al solito impeccabili i dialoghi dell'intermezzo noir interpretato da Ale e Franz:
"Ho fatto in modo che sembrasse morto da parecchio tempo."
"E come hai fatto?"
"L'ho investito con una biga."
"Il capo ha fatto uccidere il tedesco."
"Come si chiamava?"
"Otto."
"Per lui siamo solo dei numeri"
"Povero Otto."
"È morto in quattro e quattr'otto."

Intelligente il monologo di Lella Costa che ragiona sull'imminente chiusura della soap opera Sentieri. Un genere visto da molti anche se in pochi hanno il coraggio di ammetterlo. "Le soap opera non finiscono mai e copiano da tutti i classici. Edipo che uccide il padre senza sapere che è il padre. Un figlio che va a letto con la madre senza sapere che era sua madre. Roba del genere neanche Sofocle ha pensato potesse essere bevuta a teatro dagli spettatori di Tebe. Eppure ce la beviamo da 2500 anni. Quindi se guardate le soap e vi dicono qualcosa rispondete: stiamo ripassando i classici."

Convince di meno il tema degli stereotipi comportamentali nella relazione uomo-donna, specie nel duetto dei conduttori. Giuseppe Giacobazzi è frizzante ma gli viene concesso poco tempo: "La vita è dura e quella insieme è un percorso difficile soprattutto per l'uomo. È come un sentiero scosceso da percorrere di notte con le mani legate dietro alla schiena, l'uomo è nudo e piove. Difficile il matrimonio." Nuzzo e Di Biase arrancano nel ruolo di marito e moglie: "Tuffati nel profondo mare dei miei desideri," chiede lei. "Ho appena mangiato e non posso fare il bagno per almeno tre ore," risponde lui. Tra i giovani i Senso d'Oppio risultano i più divertenti e originali. Si muovono bene, mimano, cantano in playback. Bomplimenti al fantasioso montaggio musicale del loro numero di mimo, all'uso dei testi che giocano con il doppio senso delle parole e le assonanze linguistiche (Sugar sugar, per esempio, è accompagnato dal gesto di asciugare i capelli).
A Zelig la musica, al contrario di Sanremo, è fondamentale come cornice per tenere in piedi il puzzle di questa passerella comica venata di satira. L'ospite è J-Ax. In settimana il rapper ha fatto un po' di scena minacciando di denunciare Berlusconi reo di avere copiato un suo pezzo nel nuovo inno Gente di Libertà , ora è tornato in sé e si gode la ribalta accanto a Claudio Bisio e Paola Cortellesi.
Non è solo pubblicità per l'imminente tour dell'artista, grazie alla divertente idea di farlo intervistare dal trio Boiler (Federico Basso, Gianni Cinelli e Davide Paniate) con le loro improbabili testate giornalistiche: Bella Zio, Pressione Bassa, Scazzo News, Il Cafone e Narrativa Oggi. "Caro J-Ax per te è d'obbligo una domanda su Sanremo. Quanti abitanti ha?"

Da Vanity


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