Michele Placido e Federica Vincenti sposati e criticati

di Laura Scafati 

La coppia ha pronunciato il fatidico sì nella Chiesa di Cisternino in Puglia lo scorso 14 agosto, ma non sono mancate le critiche e non per la differenza d'età...

Laura Scafati

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foto LaPresse

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Questo matrimonio s'ha da fare! E, in effetti, è stato celebrato, ma non senza le consuete polemiche o critiche del caso. Michele Placido e la fidanzata, pardon, moglie Federica Vincenti, hanno pronunciato il loro sì il 14 agosto scorso nella Chiesa di San Nicola a Cisternino, in Puglia.

Se i più credevano che queste nozze sarebbero state bollate dalla discutibile differenza d'età che corre tra i due sposi - lui 66 anni, lei 29 - si sbagliavano. Quel divario, colmato comunque da un amore ormai decennale, è stato infatti messo in sordina da ulteriori polemiche che hanno fatto scattare rabbia e dissenso da parte della coppia.

In primis, le pungenti critiche dirette al presunto fasto che avrebbe caratterizzato la festa. I due neosposi, sul numero di Chi in uscita oggi stesso, hanno infatti replicato a coloro che hanno dipinto la cerimonia come trionfo di ostentazione e sfarzo con tanto di spettacolo pirotecnico finale e paese blindato. «Ma quale sfarzo, quali eccessi! I fuochi d'artificio sono durati tre minuti, solo come accompagnamento al taglio della torta. Se avessimo voluto fare qualcosa di extralusso avremmo scelto Roma, il Campidoglio e tutti invitati vip» ha replicato Federica. «Questa doveva essere, ed è stata, la celebrazione per le nostre due famiglie» hanno aggiunto all'unisono i due sposi.

Ma le lingue avvelenate non si sono fermate qui. A creare ulteriore scalpore ci si è messo anche Al Bano e la sua 'Ave Maria' di Bach/Gounod cantata in Chiesa al termine della celebrazione. Il permesso di eseguire questo pezzo, sul quale era stato imposto il veto dagli ambienti ecclesiastici locali perché non considerato un canto religioso, è arrivato all'ultimo dal celebrante, parroco del paese d'origine di Federica. «E' assurdo - ha tuonato Al Bano - ho cantato questa Ave Maria davanti a Giovanni Paolo II in Vaticano. E poi di fronte a Madre Teresa di Calcutta, per il cardinale Carlo Maria Martini e per Don Verzé. E ora arrivo a Cisternino e mi vietano di cantarla». «Avrei capito il no a un pezzo rock o all'Ave Maria di Schubert, che in realtà è un canto pagano - ha aggiunto il cantante - ma, da credente e praticante quale sono, il brano di Gounod lo considero un omaggio tanto toccante quanto rispettoso».

(FONTE LaPresse)

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