Michael Jackson, il regista di This Is It aveva richiesto l'intervento di uno psichiatra

di Elisabetta Lombardo 

'Paranoico, ansioso, con comportamenti ossessivi': così appariva Jackson durante il tour in preparazione prima che morisse. Tanto da spingere il regista Kenny Ortega a richiedere l'intervento di uno psichiatra…

Elisabetta Lombardo

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Michael Jackson
 foto Corbis

Michael Jackson
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La morte improvvisa di Michael Jackson, che nel giugno del 2009 lasciò il mondo orfano di uno dei più grandi artisti musicali del 20° secolo, avvenne proprio quando il genio di Thriller si accingeva a tornare sulle scene dopo una lunga assenza e svariati problemi personali. This Is It era lo show del suo grande rientro: 50 concerti, tutti a Londra. Uno show maestoso, come hanno mostrato le immagini del film che è stato realizzato con i numerosi filmati delle prove. Uno sforzo che lasciava molti dubbi sulle capacità dell'artista 50enne di affrontare un ritorno così impegnativo. Ad avvalorare questa tesi viene reso pubblico adesso uno scambio di email fra il regista dello show Kenny Ortega e la casa di produzione AEG Live.

Kenny Ortega conosceva Michael Jackson da oltre 20 anni. Fu lui a mandare ai responsabili della AEG, promoter del tour, una email preoccupata per le condizioni fisiche e mentali di Jackson, ma il suo sfogo fu ignorato.

Questa mail è stata diffusa ora dal Los Angeles Times; è indirizzata a Randy Phillips, amministratore delegato della divisione concerti della AEG Live. Vi si legge: «Ci sono forti sintomi di paranoia, ansia e comportamenti ossessivi. Credo che la miglior cosa che si possa fare è chiedere l'intervento di uno psichiatra che valuti il caso il prima possibile. È come se convivessero due persone in lui. Una, più in profondità, che resta attaccata a ciò che lui era e potrebbe ancora essere, e non vuole che lo abbandoniamo; l'altra che versa in questo stato debole e problematico che vi ho descritto. Credo che ci voglia il consiglio di qualcuno molto competente in materia».

Ortega, che dello show era il regista e il direttore di produzione, sosteneva anche che Jackson non fosse più in grado di cantare e ballare allo stesso tempo, avvalorato in questa tesi dal direttore musicale Michael Berden. I due lo definirono addirittura 'fuori di testa'.

La AEG Live non volle però sentire ragioni, sostenendo che Michael avrebbe sicuramente cercato di sottrarsi ai suoi impegni contrattuali poiché era pigro e insistette perché ricordassero all'artista che cancellare i 50 concerti previsti a Londra gli sarebbe costato una fortuna. In una email indirizzata da Paul Gongaware, dirigente della AEG Live, a Randy Phillips si legge: «Stiamo correndo noi tutto il rischio. Facciamo in modo che Mikey si renda conto di quanto gli costerebbe in termini di denaro… Non possiamo essere costretti a interrompere lo show solo perché MJ è pigro e cambia costantemente idea per adeguarsi alle sue necessità del momento. È obbligato. Non ha scelta… ha firmato un contratto».

Come sarebbe andata su quel palco, purtroppo non lo sapremo mai…
(fonte Bang)

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