Riaperta l'indagine sulla morte di Amy Winehouse

di Elisabetta Lombardo 

Il medico legale che operò per appurare le cause della morte di Amy Winehouse non era abilitato all'indagine. Tutto da rifare quindi, ma il padre della cantante si dice certo che si gungerà alle stesse conclusioni.

Elisabetta Lombardo

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Amy Winehouse

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L'indagine sulla morte di Amy Winehouse - che si pensava chiusa con il verdetto di morte accidentale per avvelenamento da alcool - dovrà essere riaperta il prossimo mese a causa di un problema tecnico: il coroner che aveva presieduto la prima l'inchiesta, Suzanne Greenway, a quanto pare non era in possesso dei requisiti per svolgere l'incarico.
Il mese prossimo si svolgerà quindi una nuova udienza presso il Tribunale del Coroner di St. Pancras, dove ebbe luogo anche la prima.
Lo ha confermato la dott.ssa Shirley Radcliffe, medico legale dell'Inner North London:
«Dopo aver ascoltato diversi pareri legali, sono giunta alla conclusione che, a causa della riscontrata inabilità del precedente medico legale a svolgere l'incarico che le era stato affidato, l'inchiesta riguardante la morte di Amy Winehouse non può considerarsi tecnicamente valida. Ho per questo fissato una nuova udienza, durante la quale verrà resa pubblica la testimonianza acquisita, prima che il giudice esprima il suo parere».
La Greenway - avvocatessa australiana che nel frattempo si è dimessa dall'incarico, travolta dalle polemiche - non aveva effettuato il periodo minimo di 5 anni di pratica forense nel Regno Unito, necessario per ricoprire l'incarico presso il tribunale londinese.
A nominarla vice assistente al giudice istruttore fu suo marito, il magistrato Andrew Reid, anche lui in carica presso l'Inner North London.
Reid è stato a sua volta sospeso dal suo incarico a febbraio di quest'anno in seguito ad un'indagine.
Nei mesi scorsi pare abbia scritto a diversi familiari delle vittime dei casi passibili di invalidamento scusandosi personalmente per l'errore commesso nella procedura della nomina della moglie e offrendo loro una seconda inchiesta.
Reid ha comunque rassicurato tutti della certezza che comunque tutto fosse già stato svolto con estrema professionalità nel corso della prima indagine.
Il padre di Amy, Mitch Winehouse, si è detto shoccato dalla notizia, ma anche certo che l'indagine sia giunta alle esatte conclusioni:
«È difficile pensare che non fossero stati messi in atto i dovuti controlli per accertare la competenza ad agire di chi ha ricevuto l'incarico. Siamo stati comunque rassicurati che il dipartimento di medicina legale si è avvalso di professionisti altamente competenti e che non c'è ragione di pensare che il precedente verdetto possa essere confutato. Certo è che rivivere tutto questo di nuovo non ci fa piacere: ci auguriamo che la questione venga chiusa nel minor tempo possibile».

Foto:Getty Images

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