Fabrizio Corona, sì all'estradizione. Previsto per oggi il ritorno in Italia

di Marion Vague 

Il tribunale portoghese:«Corona deve essere consegnato al più presto alle autorità giudiziarie italiane». La sua lamentela:«In Portogallo sono stato trattato malissimo, cercavo un paese dove la giustizia fosse seria»

Marion Vague

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Fabrizio Corona al termine dell'udienza di estradizione
 Foto:GettyImages

Fabrizio Corona al termine dell'udienza di estradizione
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Il Tribunal da relaço di Lisbona ha deciso per l'estradizione: Fabrizio Corona farà rientro in Italia questo pomeriggio, atterrando all'aeroporto di Malpensa intorno alle 17.00.
Frattanto, emergono dettagli sull'accaduto:
«La mia fuga non era preordinata, sono venuto qui in Portogallo perché cercavo un Paese dove la giustizia fosse seria. Prima pensavo di restare qui ma ho cambiato idea, ho deciso di tornare in Italia. Le prigioni italiane non mi fanno più paura. Sono fuggito in preda a un attacco di panico», l'ex latitante, che non si è opposto alla decisione delle autorità portoghesi, si aspettava forse una giustizia "diversa".
Il "re" dei paparazzi ha poi tenuto a ribadire che non si sia trattato di un atto di codardia, tantomeno accompagnato da lacrime (come era stato riportato):
«Chi dice che ho versato una lacrima dice una bugia e lo querelo».
Indignato per la sentenza che lo vuole in carcere, reputando di essere vittima di un'ingiustizia, Corona non ha nascosto il disappunto per il trattamento che gli è stato riservato a Lisbona:
«Sono cinque giorni che non dormo e che non mangio. Sono stato trattato malissimo, ho dormito in una cella gelida, per terra, con la finestra aperta» - sono queste le dichiarazioni rilasciate ieri pomeriggio al termine dell'udienza che ha dato il via libera alla sua estradizione.
Oggi sarà scortato in manette dagli agenti di sorveglianza che lo accompagneranno in carcere, dopo che il commissariato Garibaldi Venezia gli avrà notificato il provvedimento di arresto.
Nonostante i giochi siano fatti, non pare avere intenzione di darsi per vinto:
«Subisco una condanna ingiusta e guai se qualcuno scrive o dice che sono un criminale. Non mi arrendo continuerò la mia battaglia dal carcere...».

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Da Vanity


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