Madonna contro i boy scout: «Ingiusto escludere i gay»

di Elisabetta Lombardo 

Vestita come una giovane boyscout, in occasione dei GLAAD Awards Madonna ha fatto appello alla comunità giovanile perché cambi le 'stupide regole' che ne impediscono l'accesso a omosessuali, bisessuali e transgender. Il suo appello verrà ascoltato?

Elisabetta Lombardo

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Madonna ai GLAAD Awards vestita da boy scout

Madonna ai GLAAD Awards vestita da boy scout

Poche settimane fa Carly Rae Jepsen, cantante della hit Call me maybe,  ha dato un forte segnale ai boy scout statunitensi: ha annullato il suo concerto, previsto per il loro prossimo raduno, sostenendo che fosse ingiusto escludere gli omosessuali dalle attività della comunità. Sabato scorso un'altra voce si è unita alla sua.
Madonna si è presentata sul palco dei GLAAD Media Awards vestita come boyscout in piena regola, con la divisa di ordinanza, cappello e foulard al collo compresi. La popstar in versione 'lupetto' ha dato il suo personale contributo alla serata che ogni anno premia chi, apertamente omosessuale, bisessuale o transgender, si sia distinto nel corso dell'anno per aver portato avanti nel mondo dei media i diritti della comunità LGBT: lo ha fatto chiedendo una rivoluzione per il modo in cui l'organizzazione giovanile tratta i gay, esclusi dalla possibilità di poter diventare scout. La cantante era lì per premiare con il Vito Russo Award il presentatore della CNN Anderson Cooper, apertamente omosessuale, per il suo contributo alla causa in difesa dei diritti altrui. Inizialmente ha scherzato, dicendo «So fare un fuoco, so montare una tenda, so come soccorrere un gattino bloccato su un albero… E soprattutto so dove trovare ragazzi! Volevo fare la scout, ma non me lo hanno permesso. Penso che sia ora che cambino le loro stupide regole. Voi no?».
Poi si è fatta più seria: «Quando penso a tutti quei giovani americani vittime di atti di bullismo e torture di vario tipo, che si tolgono la vita perché si sentono soli, giudicati, emarginati e non capiti, ho solo voglia di sedermi e piangere tutte le mie lacrime. Non so voi, ma io non posso più sopportare questo schifo. Per questo voglio dare il via a una rivoluzione. È il 2013 gente. Viviamo in America, la terra delle libertà, la patria dei coraggiosi? È una domanda, non un'affermazione». La 24ma edizione del Gays And Lesbians Against Defamation Awards ha ospitato sul palco anche l'attrice Milla Jovovich, che aveva fatto sentire il suo appoggio alla causa anche via Twitter: «Ciao a tutti! Sono onorata di partecipare ai GLAAD Awards stasera! Le persone sono persone, e come americani, ci meritiamo tutti di veder riconosciuti i nostri diritti».
Foto:SplashNews

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