Michael Lohan: ricoverate Lindsay. Subito!

di Elisabetta Lombardo 

Una lettera di minacce al suo agente e la richiesta della tutela legale della figlia: dopo il nuovo scandalo in Brasile il padre di LiLo è deciso a fare qualsiasi cosa per salvare l'attrice dal tracollo totale

Elisabetta Lombardo

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Lindsay Lohan, foto SplashNews

Lindsay Lohan, foto SplashNews

È un Michael Lohan sempre più preoccupato per la figlia quello che è arrivato a scrivere una lettera all'agente di Lindsay, Mike Heller, avvertendolo che lo riterrà personalmente responsabile di ciò che possa accadere all'attrice. Ad allarmarlo stavolta sarebbero le foto apparse in rete qualche giorno fa, che ritraggono LiLo in un night club di San Paolo, in Brasile. La ragazza non sembra pienamente in sé: siede sotto a un tavolo, con il vestito alzato e lo sguardo perso. Nella lettera indirizzata a Heller e pubblicata dall'Huffington Post, si legge: "Te lo dico adesso, se sei con Lindsay in Brasile o le hai organizzato tu il viaggio, e le succede qualcosa, te ne riterrò personalmente responsabile. Considerando quello che è già successo in passato e quello che le foto pubblicate da tutti i media lasciano intendere, non la vedo per niente bene. Se hai qualcosa a che fare con la sua presenza lì, la colpa è solo tua. Puoi starne certo."

La Lohan è in Brasile per promuovere una linea di abbigliamento chiamata John John Denim. Pare che per presenziare alla serata nel nightclub di giovedì scorso le siano stati offerti ben 100mila dollari, ma che la pressione dei fan che volevano farsi fotografare con lei l'abbia messa in crisi, al punto da indurla a nascondersi sotto quel bancone. Le è andata meglio venerdì: il locale era un altro, ma in quell'occasione è apparsa molto più divertita.

Viene da chiedersi, ma l'attrice non è stata appena condannata a 90 giorni di rehab? Esatto, ma il giudice le ha dato tempo fino al 2 maggio per scegliere la struttura adatta a risolvere i suoi problemi di alcool e droga. Un periodo che al padre di LiLo sembra esageratamente lungo: "Il giudice ha fatto un ottimo lavoro imponendole il rehab. - sostiene Michael Lohan - perché Lindsay ha assolutamente bisogno di rimettersi in carreggiata. Ma avrebbe dovuto spedirla in una struttura adeguata immediatamente. Mia figlia ha bisogno di terapie quotidiane per risolvere i suoi problemi. Ha bisogno che qualcuno la prenda sotto la sua guida e le dia la possibilità di stare meglio. Non smetterò di gridare aiuto per lei. Se volete salvarle la vita, ricoveratela immediatamente. O le conseguenze saranno imprevedibili."

Certo, non possiamo dargli torto, considerando che ogni giorno passato in libertà significa un nuovo guaio per l'attrice. Se non sono le nottate brave al night, arrivano notizie di altri reati: l'ultimo è una nuova accusa di furto. La Lohan avrebbe lasciato il set di Anger Management - la serie comica con Charlie Sheen nella quale è prevista una sua apparizione - carica di vestiti e accessori non esattamente suoi: due bracciali, una collana, occhiali da sole, un paio di scarpe, orecchini d'oro e un accappatoio di seta che si sarebbe sentita in diritto di prendere in base a un accordo fra lei e la produzione. Dove sarà la verità?

È poi così insensata a questo punto la richiesta di Michael di ottenere la tutela legale della sua primogenita? L'uomo ne ha fatto richiesta al tribunale, non per gestirne il patrimonio - sostiene -, che verrebbe affidato a una persona competente ad amministrarlo, ma per evitare che la figlia continui nella sua vita sbandata e senza direzione. Una mission impossibile?

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