Lindsay Lohan in rehab… e sono subito capricci

di Elisabetta Lombardo 

L'attrice ha cambiato idea all'ultimo minuto, scegliendo il Betty Ford Center al posto della struttura indicata dal suo avvocato. Che poi ha licenziato, chiedendo all'ex legale Shawn Holley di tornare a difenderla. È lei ha incredibilmente accettato!

Elisabetta Lombardo

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Lindsay Lohan

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Lindsay Lohan non ha cominciato con il piede giusto il periodo di rehab obbligatorio impostole da una sentenza del tribunale della California, che l'ha condannata a 90 giorni di ricovero presso una struttura specializzata nella cura delle dipendenze in seguito all'incidente automobilistico che la vide coinvolta nel giugno dello scorso anno.

Giovedì 2 maggio era attesa presso il Morningside Recovery di Newport Beach, in California, ma ha preso il largo ancor prima di metterci piede, rischiando tra l'altro l'arresto per mancato rispetto degli accordi processuali. Un successivo e repentino accordo con l'assistente della sua ex-legale Shawn Holley - che Lindsay aveva bruscamente licenziato a gennaio affidandosi a un nuovo avvocato, mossa della quale si è amaramente pentita - le ha per sua fortuna garantito il ricovero presso il famoso Betty Ford Center, nel quale l'attrice è entrata pochi minuti prima della mezzanotte, giusto in tempo per evitare un mandato d'arresto. Pare che manchi ancora l'assenso del giudice al cambio di struttura, ma dovrebbe essere una pura formalità.
Dietro questo cambiamento dell'ultimo minuto sembra esserci l'insoddisfazione di LiLo per il suo ultimo legale, l'avvocato newyorkese Mark Heller, a quanto pare scarsamente esperto delle leggi della California.

Per questo la decisione di chiedere alla Holley di tornare sui suoi passi accettando di nuovo di difendere i suoi interessi, malgrado i 300mila dollari di parcelle che la Lohan ancora le deve. E l'avvocato Holley sembra incredibilmente disposta ad accettare di nuovo l'incarico, perché nonostante tutto ha un debole per quella cliente così problematica. Una che ad esempio è stata capace di bersagliare di richieste pretestuose la clinica Morningside ancor prima di metterci piede, come la pretesa di tenere con sé il proprio cellulare 24 ore su 24.
«Forse la sig.ra Lohan è convinta che Morningside sia un albergo - ha detto una fonte - non ha capito che qui nessuno sente il bisogno dei suoi drammi e delle sue sceneggiate. La giornata di giovedì è stata un disturbo continuo per il centro».

Del resto, lei rimane convinta di non aver alcun bisogno di questi 90 giorni di cure: «Non sono mai stata un'alcolizzata. Mai svegliata con la voglia di farmi un goccetto. Non capisco davvero la necessità di star chiusa 90 giorni in un posto del genere. È la sesta volta che vengo condannata al rehab, potrei scriverci su un libro, è davvero tempo sprecato. Ma voglio vederne il lato positivo: può darsi che serva a cambiare l'opinione che la gente ha di me. Sapranno che passerò tre mesi per conto mio, a riflettere sulla mia vita e che quando tornerò voglio concentrarmi sul mio lavoro. Certo, rimango convinta che avrebbero potuto infliggermi una condanna diversa e più utile, come ad esempio spedirmi all'estero a lavorare con i bambini».
(FONTE: Bang, FOTO: SplashNews)

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