Dustin Hoffman in lacrime: gli uomini, che cattivi!

di Elisabetta Lombardo 

L'attore confessa cosa ha imparato da Tootsie, dal suo personaggio più celebre: "Chissà quante donne interessanti mi sono fatto sfuggire perché non corrispondevano ai canoni estetici che ci vengono imposti"

Elisabetta Lombardo

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Foto SplashNews

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Nella vita di ogni (bravo) attore ci sono ruoli che ti segnano, rimangono sottopelle anche quando il film è finito e rappresenteranno da quel momento in po' una sorta di alter ego con il quale dovrai aver a che fare per il resto della sua vita.
Per Dustin Hoffman uno di questi (non è detto sia l'unico, ma sicuramente il più importante) è Tootsie.

Nell'omonimo film del 1982 Dustin interpretava un attore di talento costretto a fingersi una donna per riuscire a trovare un ingaggio.
A distanza di 30 anni - l'intervista è stata realizzata dall'American Film Institute nel 2012 ma se ne è tornato a parlare in questi giorni -, Hoffman è riuscito a commuoversi ripensando al percorso fatto per calarsi in quella parte, e a come impersonare una donna non giovanissima né particolarmente attraente gli abbia fatto aprire gli occhi su quanto gli uomini siano condizionati da un prototipo di bellezza femminile che assai di rado coincide con le donne vere.

Per rendere credibile il personaggio di Dorothy Michaels - la 'Tootsie' del film - Dustin chiese ai truccatori e costumisti di impegnarsi perché lo rendessero il più attraente e bello possibile, non la classica macchietta dell'uomo travestito.
Il risultato fu magnifico ed estremamente realistico, ma quando Hoffman si vide - racconta - non si trovò affatto attraente e chiese uno sforzo in più. "Ero convinto che trasformarmi in una donna dovesse automaticamente significare diventare bella, volevo essere il più bella possibile."

Quando tornò a casa scoppiò a piangere, e spiegò alla moglie che doveva assolutamente interpretare quel film perché si era reso conto di una cosa: "Guardandomi sullo schermo, mi sono convinto che sarei una donna molto interessante. Ma ho anche capito che se come uomo incontrassi Dorothy a un party, non proverei nessun desiderio di parlare con lei. Perché non corrisponde fisicamente alla domanda che siamo portati a pensare le donne debbano soddisfare in termini di canoni estetici, per interessare un uomo."

È a questo punto che nell'intervista l'attore trattiene a stento le lacrime e la sua voce si incrina: "Ho improvvisamente realizzato che al mondo ci sono tante di quelle donne interessanti con le quali non mi sono mai preso la briga di parlare per questo condizionamento mentale cui sono stato sottoposto."
"Per questo - conclude significativamente - quel film per me non è mai stato una semplice commedia."

il ruolo di Tootsie diede a Hoffman una meritatissima nomination all'Oscar come Miglior Attore Protagonista.
(Foto SplashNews)

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