Carmen Consoli: «La mia Elettra dedicata a papà»

04 novembre 2009 
<p>Carmen Consoli: «La mia Elettra dedicata a papà»</p>
PHOTO CLAUDIO MARGOTTA

«Odissee lontane, viaggiatori in cerca di emozioni forti, una fuga dal solito itinerario». Così recita il cartonato promozionale di Elettra, nuovo album di Carmen Consoli, riuscendo in qualche modo ad anticipare all'ascoltatore il mondo in cui si ritroverà immerso. La cantautrice siciliana, la cantantessa come la chiamano i fan, torna sulla scena dopo quattro anni di silenzio discografico.

Come mai hai aspettato così tanto tempo prima di ritornare con un disco?
«Per i tanti impegni. In questi anni non mi sono mai fermata: ho fatto ben quattro tour, suonando molto anche all'estero e poi mi è stata affidata la direzione artistica dell'Etna Festival.
Nel frattempo ho sempre scritto nuove canzoni, ho aspettato che fosse il momento giusto per selezionarne alcune e pubblicarle. Ho registrato Elettra in due mesi insieme ai miei musicisti, alle pendici dell'Etna».

Il legame con la tua terra è sempre più forte, vero?
«Si. La mia casa sta tra l'Etna e il mare: è meraviglioso vivere tra questi due elementi. In Sicilia sono felice e mi sento molto attiva, anche se conosco le piaghe della mia terra. Il siciliano è come un leone che mette sempre la stessa forza per acchiappare la sua preda: è un'immagine che mi piace molto, perché fortemente carnale».

Che cosa rappresenta per te l'album Elettra?
«E' un piccolo miracolo. A causa di un evento molto doloroso (la morte di mio padre) la mia vita è entrata in una fase di trasformazione, durante la quale la creatività si è rivelata un motivo di gioia. Questo disco ha trasformato il veleno in medicina». 

Proprio a tuo padre è dedicata la canzone Mandaci una cartolina, giusto?
«Si. Mio padre scherzava sulla morte ed era dell'idea che in quel momento si venisse cullati dal tramonto, pronti per accogliere l'alba. Non è un caso quindi che il pezzo vada dal tramonto all'alba. Il titolo è legato ad un altro ricordo che lo riguarda: lui diceva sempre che ci avrebbe spedito una cartolina dall'aldilà».

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