Alessandro Borghese: «Aspiranti chef, occhio all'orologio!»

26 gennaio 2010 
<p>Alessandro Borghese: «Aspiranti chef, occhio all'orologio!»</p>

Tempo fa avevamo segnalato su questo blog la partenza di un nuovo programma culinario, Fuori menù (su Discovery Real Time), in cui due coppie di cuochi amatoriali si sarebbero sfidate in ogni puntata nella gestione di un ristorante di 20 coperti.
La supervisione del programma e dei concorrenti? Dello chef Alessandro Borghese.

Fuori menù ha scatenato la curiosità dei nostri lettori, che vogliono sapere come partecipare a una prossima edizone: il cibo è davvero un argomento caldo?
«Tutto questo entusiasmo mi rende molto felice. Forse il cibo interessa così tanto perché fa parte della nostra quotidianità: tutti noi dobbiamo mangiare per vivere, e poi noi italiani siamo a contattato con piatti fantastici e materie prime ottime».

In questo particolare programma si parla addirituttura di gestire un ristorante: è un po' diverso dal cucinare in famiglia, eppure attira nonostante la difficoltà: perchè secondo lei?
«Probabilmente perché proponiamo la cucina in un'ottica diversa: qui si tratta di gestire un ristorante, cosa che non si può fare a casa, anche se ci sono aspiranti chef che partecipano alla trasmissione rodati dal fatto che ogni domenica cucinano per una quarantina di amici. Con Fuori menù hanno la possibilità di mettersi in gioco e per questo sono molto gasati. E io mi diverto con loro».

Quali sono le difficoltà maggiori del gestire la cucina di un ristorante?
«Il problema vero è il tempo. I concorrenti hanno a disposizione due ore per la preparazione dei piatti e un'ora e mezzo di servizio in sala (anche prendere le comande e gestirle non è facile). Devono cucinare un antipasto, due primi, un secondo e un dolce, che è niente in confronto al menù di un ristorante vero, eppure le ore ti volano via.
Noi registriamo in presa diretta (poi c'è il montaggio), e capita che dopo 40 minuti gli chef siano ancora lì a decidere».

Qualche consiglio per affrontare al meglio la prova?
«Consiglierei di studiare bene il menù da proporre, per capire quanto è complesso e quanto tempo richieda per essere cucinato. E' quello che, occhio al tempo, può metterti in difficioltà.
Adesso che il meccanismo del programma è stato svelato, io consiglio ai futuri partecipanti di fare delle prove a casa, cucinando in due ore. Anche se poi, in effetti, al ristorante è tutto comunque nuovo e inaspettato: basti pensare che un forno professionale cuoce nella metà del tempo rispetto a quello di casa».

Quindi il programma avrà una seconda edizione?
«Ancora non so, ma mi auguro che ci sia anche un terza, una quarta, una quinta stagione!». (Visto che abbiamo ricevuto molte richieste di informazioni su come si faccia a partecipare, abbiamo interpellato Discovery Channel. Il canale ci ha confermato che Fuori menù è un programma di successo, che ha riscosso una grande attenzione da parte del pubblico. Per questi motivi proprio in questo periodo si sta valutando la realizzazione di una seconda stagione per il prossimo anno. Le candidature possono essere inviate a casting@magnoliatv.it ndr).

Se ci fosse stato un programma del genere quando lei ha iniziato a interessarsi di cucina, avrebbe partecipato?
«Mi sarebbe piaciuto certamente, ma ero molto giovane quando ho incominciato il mio percorso professionale».

Che tipo di percorso?
«A 17 anni sono andato a lavore in cucina sulle navi da crociera, spinto dall'amore per il cibo, per l'arte culinaria e anche perché mi piace il contatto con la gente. Con questo lavoro, più che un colpo di fulmine c'è stato un lento innamoramento».

Qual è la cosa che più l'affascina del cibo?
«Il fatto che si possa trasformare: così esprimo me stesso. Adoro cucinare perché è un'azione che mi dà soddisfazione immediata. Non amo dover aspettare come un architetto, per esempio, che dal progetto alla realizzazione della casa vede passare anni. Poi mi affascina il fatto che il mio è un lavoro che non ha mai fine, con cui si impara sempre e che dà respiro alla mente, con possibilità ampie di sperimentare. Per esempio, sono uno chef 2.0: sul mio sito tengo lezioni live di cucina. Cucino insieme a chi mi segue, tramite skype o webcam, in diretta. Chicchieriamo, rispondo alle domande, ci beviamo un bicchiere di vino».

Cucina ed eros: un rapporto sopravvalutato?
«Dipende dall'approccio personale al sesso e al cibo. Se uno mangia con il solo scopo di nutrirsi e un altro lo fa con un certo edonismo e va alla ricerca di sapori nuovi, chiaramente ci sono due valutazioni diverse alla base. Lo stesso per il sesso. Quindi… dipende».

Cosa fare e non fare per la buona riuscita di un tête-à-tête?
«Azzarderei una cena senza forchette e coltelli, e, se fosse possibile farsi servire da un cameriere, eliminerei le bottiglie in tavola, che proprio non mi piacciono».

I suoi aspiranti chef sono talvolta un disastro... A lei quali errori sfuggono in cucina?
«Le stupidaggini capitano ma ci rido sopra. Gli esempi sono classici, far cadere tutto, dimenticarsi qualcosa sul fuoco e farlo bruciare, scordare di mettere degli ingredienti».

Il suo piatto più riuscito?
«Quello che devo ancora cucinare».

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RISULTATI
Massimo 82 mesi fa

Buongiorno, mi chiamo Massimo e sono di Santa Margherita Ligure provincia di Genova, volevo chiedere come si poteva partecipare al programma "Fuori Menù" di Alessandro Borghese? Rimango in attesa di una vostra gentile risposta... Lascio i miei recapiti telefonici 0185.51825 - 339.7429680 Grazie e saluti Massimo Sorio

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