Lea Michele: «Io il Glee Club lo snobbavo»

26 gennaio 2010 
<p>Lea Michele: «Io il Glee Club lo snobbavo»</p>
PHOTO KIKA PRESS

A 23 anni, Lea Michele ha già alle spalle una carriera che ne è lunga quindici. Ha iniziato da bambina a Broadway, e proprio nei teatri newyorkesi ha imparato a recitare e cantare. Oggi è tra le protagoniste di Glee, il telefilm che ha strappato la vittoria nella categoria commedie in tv a 30 Rock, agli ultimi Golden Globe.
La stessa Lea Michele è stata nominata come migliore attrice protagonista.
Glee racconta la storia del Glee club di un liceo, cioè della sezione artistica che si occupa di produrre musica. Will Schuster, l'insegnante che in gioventù aveva fatto parte del club e che vorrebbe riportarlo agli antichi splendori, si trova di fronte ragazzi non all'altezza delle aspettative. Ma ha fiducia e sa che i ragazzi sapranno dimostrare il loro talento, soprattutto Finn, che ha il volto di Cory Monteith, e Rachel, interpretata proprio da Lea Michele.
Per l'attrice l'arrivo sul piccolo schermo è stato un bel cambiamento: «Prima ero sul palco tutte le sere, e uscivo coperta dal sudore del mio coprotagonista. Davamo l'anima per quello spettacolo, Spring Awakenings, lacrime e sudore ogni giorno. Un giorno mi sono detta: la prossima cosa che farai deve essere una commedia. Ora sono in Glee, e prendo torte e piatti di pasta in faccia ogni giorno. Ho avuto quello che volevo».

Il Glee Club non è proprio il regno dei ragazzi "cool" della scuola…
«No, anzi. Nelle grandi città americane quasi non se ne parla, e anche a Lima, Ohio, dove si svolge Glee, non ne fanno parte i ragazzi popolari. Non vado a scuola da un po', ma so come funziona, è tutto un sistema di caste, ci sono le cheerleaders, i circoli sportivi, il footbal...e poi c'è il Glee Club, il club di canto e ballo, che non è popolare. Per tutti i ragazzi, però, è molto importante, perchè stimola la creatività».

Molti lo vedono come un passaporto per il successo e la fama.
«E' vero, e oggi è proprio questo che conta. In una delle battute in Glee qualcuno dice "essere sconosciuti è peggio che essere poveri". Tutti cercano il loro momento sotto i riflettori».

Lea Michele è una vera newyorkese. Nata nel Bronx, è figlia di un'infermiera italo-americana, cattolica, e di un negoziante, di origine ebraico-spagnola. La sua sarebbe stata una storia tipica, se non fosse che a soli otto anni si è ritrovata sul palco di Broadway come interprete di Les Miserables, e lì è rimasta per sedici anni prima come Cosette, poi come Eponine e infine come rimpiazzo per Gavroche, un ruolo maschile. Nella sua carriera ci sono stati altri spettacoli, senza mai un momento di pausa, ma Lea Michele non ha rinunciato al liceo.
«Non partecipavo al Glee Club però, volevo provare tutte le altre strade possibili, diverse dalla mia, per capire se stavo facendo la cosa giusta. Ho capito che lo era, e che era meglio che finissi il prima possibile con gli studi».

Nell'ultimo anno si è dovuta trasferire a Los Angeles per lavoro. Come ha vissuto il cambiamento?
«Ho deciso di fare qualche provino a Hollywood dopo che ci ero stata circa un mese per uno spettacolo. Glee è stata la seconda opportunità che mi si è aperta e mi hanno presa. Mi sono trasferita prima di sapere se lo show avrebbe avuto fortuna, ma mi è andata bene. E comunque ho sempre il mio appartamento a New York».

Cosa vorrebbe trasferire da una città all'altra?
«Trasferirei a Los Angeles il Central Park, perché mi manca troppo poter fare quelle passeggiate. Ma anche il mio migliore amico, Jonathan. Certo i miei si arrabbierebbero moltissimo se mi sentissero, perché non ho detto che vorrei portare loro».

Qual è stata la prima canzone che ha cantato?
«Era a un provino, per il primo ruolo per cui sono stata presa».

Ed è stata davvero la prima volta?
«Sì, non avevo mai cantato ma ho deciso di partecipare a un provino per Les Miserables. Pensavo fosse divertente, lo faceva anche una mia amica. Avevo appena visto Il fantasma dell'opera, era il primo musical che vedevo, e ne ero rimasta affascinata. Ho ascoltato e riascoltato il cd, e per il provino ho scelto proprio Angel of music. Da allora non ho mai smesso di cantare».

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