Michael Connelly, "mappando" la California

10 dicembre 2010 
<p>Michael Connelly, "mappando" la California</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Il maestro del poliziesco, al Courmayeur Noir in Festival per ritirare il premio Chandler, racconta come nasce e si sviluppa il suo legame personale con la Città degli Angeli, che è in grado di restituire nei suoi libri con una precisione degna di una Google street map nonostante ormai viva da tempo in Florida.

«Dopo averci abitato per molto tempo, ritorno spesso a Los Angeles: qui ambiento i miei romanzi e qui ho ancora molti amici», racconta lo scrittore all'agenzia ANSA. Si tratta di conoscenze fatte durante gli anni da cronista: poliziotti, avvocati, magistrati che ha incontrato inizialmente per lavoro. «E' dalle loro storie che nascono i miei libri, spesso vengono utilizzate per fatti secondari, ma a volte alimentano la trama principale», continua a spiegare il giallista.

Ma come si spiega la particolare precisione con cui la metropoli californiana si rivela nei suoi romanzi?
Il segreto sta in una routine lavorativa tutta particolare e molto personale: «Voglio che Bosch (ndr, il suo personaggio più famoso) viva in un mondo reale. Per questo motivo giro in lungo e in largo Los Angeles, armato di macchina fotografica e telecamera».

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