Sanremo, musica&parole/1
Da Volare a volere

15 febbraio 2011 
<p><sub>Sanremo, musica&amp;parole/1<br />
</sub>Da <em>Volare</em> a volere</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Con il primo verbo, cardine del ritornello di Nel blu dipinto di blu, nel 1958, il Festival spiccò il volo. Il secondo, invece, domina i testi del 2011 secondo un'analisi che Expert System ha compiuto utilizzando il suo software semantico Cogito, creato anni fa proprio per un'edizione del Dopo Festival.

Passando "a setaccio" i testi delle 25 canzoni in concorso quest'anno è emerso che i verbi più usati sono Sapere (che compare 42 volte in 7 canzoni) e Volere (35 occorrenze per 11 brani), seguiti da Fare, Cercare, Sentire, Chiamare, Andare, Vedere. L'impressione è che abbiamo a che fare con canzoni poco sentimentali: solo un verbo può davvero dirsi emotivo, "del cuore" (sentire), solo un paio (sentire e chiamare) richiamano subito la sfera delle relazioni e del dialogo. La maggioranza rimanda ad ambiti fisici o dello spirito.
Le emozioni, l'aria sognante di Volare sembrano lontane.
Non se ne preoccupino, subito, i romantici. Almeno apparentemente la classifica delle parole più usate, ci riporta a un qualche vocabolario dei sentimenti.
Amore vince, come sempre, ma un po' meno del solito (compare 44 volte in 10 canzoni, in altri festival, come nel 1998 e nel 2008, era molto più presente: 53 occorrenze su 16 brani e 49 su 20). Al secondo posto non troviamo la facile rima Cuore (che comunque compare 13 volte in sette canzoni), ma un pronome, Io, parola che nel 2011 subisce una vera impennata, segnando il punto di vista principale del festival.
Se lo uniamo ai verbi più ricorrenti, Sapere e Volere, quell'Io induce a pensare che abbiamo a che fare con un festival piuttosto assertivo, espressione di una coscienza trovata o di grande determinazione per il futuro.
Prepariamoci: in Nel blu dipinto di blu, Volare era la sensazione di perdere sé per perdersi nel tutto, ribadita benissimo anche nell'immagine di Domenico Modugno, suo interprete, a braccia spalancate sul palco; questo Festival, almeno dalle analisi semantiche, promette meno ottimismo e più introversione, pugni chiusi e, forse, braccia conserte.

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