Sanremo, musica&parole/2
Tu chiamalo, se vuoi, amore

16 febbraio 2011 
<p><sub>Sanremo, musica&amp;parole/2</sub><br />
Tu chiamalo, se vuoi, amore</p>

Le canzoni più romantiche o che parlano esplicitamente di una relazione, come Follia d'amore o Lontano da tutto, nella sezione giovani, quest'anno la parola Amore nemmeno la utilizzano. Più spesso, si scrive Amore, ma si legge (tra le righe) Sesso, da declinarsi in Voglie.
Nelle canzoni dell'anno del bunga bunga, vincono i sensi. E non sempre come espressione di un desiderio positivo, se escludiamo Anansi e il suo Il sole dentro ("il nostro amore è fuoco /inestinguibile in un mondo /freddo buio e fragile /inesauribile /la mia voglia di te").

I La Crus, cantano il tradimento (ma anche la libertà) inIo confesso, con ottime recensioni dalla critica: "Non posso farne a meno del tuo amore, /impazzirei/ma perdermi tra i sensi, mi divora/ e io non cambio mai", dicono in una canzone che cita l'orscar-wildiano "Posso resistere a tutto/ma alle tentazioni no".
La tentazione o la voglia spunta anche nella canzone di Emma e i Modà , Arriverà , con un rassicurante (e consolatorio?): "Arriverà … la mia pelle a curar le tue … /voglie".
Fanno eco, anche se in senso più lato, Battiato & Madonia, che ne L'alieno cantano: "Ho speso la mia vita/ Assecondando le mie voglie/Che spesso mi han tradito volate come foglie/Ma al cuor non si comanda".

La voglia è forte, più forte del cuore, nel 2011, e rappresenta quasi un grado zero dell'amore, quello della carne, quello che offre la dolce morte che assomiglia tanto alla felicità. Lo sa bene Patty Pravo, ne Il vento e le rose: "Tu sei la solita illusione /Ma fino a allora fammi vivere così /Nell'incoscienza ormai di chi /Confonde il sesso con l'amore".
Peccato che poi ci si risvegli e allora, come sottolinea con rabbia Anna Tatangelo in Bastardo, ci si ritrova: "spezzata in due dal dolore /Mentre ti amavo tu facevi l'amore /Per gioco".
L'eros "equivoco" o equivocato, quello degli affascinati, sedotti e poi abbandonati, ha un controcanto maschile nei giovani gemelli BTwins che in Mi rubi l'amore dicono: "Ti prendi l'amore /io non ti so fermare /per quanto bella sei".
Delusa, anche Gabriella Ferrone in Un pezzo d'estate canta con il senno di poi: "so il valore che all'amore do /quello che mi dai non so che farmene /so, dell'amore che mi merito /quello che dai tu /sono briciole".

Quando si ama male, al fuoco succede la cenere.
E' l'immagine sconsolata su cui poggia il brano di Micaela, Fuoco e cenere: "C'è un qualcosa in me nella forza dell'amore/urlerò il tuo nome al cielo viaggerò /come un fiume in piena per sconfiggere il tuo addio…/ed è così che tu vivi dentro me come fuoco e cenere".
E' l'immagine terribilmente tragica che usa Al Bano, per raccontare la sua storia di una prostituta sfruttata, Amanda è libera: "Notti di Venere, piene di oscenità/Giorni di cenere, senza più dignità".

L'amore. E' un problema farlo con la persona sbagliata per i motivi sbagliati. E' un problema anche farlo o non farlo.
Questo, per Il mare immenso di Giusy Ferreri, è motivo di ispirazione: "E' troppo tempo che non si fa più l'amore/Non scorre il sangue dentro al fiume/ Che ci portava verso il mare".
Quel mare in cui cercano di tornare, isolandosi da tutto e tutti anche Luca Barbarossa e Raquel del Rosario, nell'allusiva Fino in fondo: "Giù giù giù nel mare/ Se su su nel sole/ Giù giù fino in fondo al cuore/ Fino in fondo al cuore".

Chiudiamo la rassegna con Roberto Vecchioni. La sua canzone è quella apparentemente più erotica, sembra una raccolta di pensieri nel mezzo di un amplesso con il suo ritornello ossessivo "Chiamami ancora amore/ chiamami per sempre amore", ma in realtà qui si parla di idee, di valori, di tempi che cambiano, di un amore che più lontano dall'eros non si può, quello universale.

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