Oscar 2011. I vincitori

28 febbraio 2011 
<p>Oscar 2011. I vincitori</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Il primo premio della serata è per la scenografia, a consegnarlo il due volte premio Oscar Tom Hanks. And the winner is... Alice in wonderland!
Quindi l'attore di Forrest Gump e Salvate il soldato Ryan continua con il premio alla fotografia, che va a Inception.

Dopo i primi premi "tecnici", il terzo riconoscimento è quello della migliore attrice non protagonista. E un attempato ma ironicisssimo Kirk Douglas ("Tre volte sono stato lì lì, e poi niente"), proclama l'ennesima e definitiva vittoria di Melissa Leo, da The fighter.

Cambiando genere, Justin Timberlake (che ricorda all'audience come sia la voce di Shrek), affiancato da Mila Kunis, introduce i premi ai miglior cartoon. Tra i corti, vince The lost thing ("Ironico" - commenta il suo regista - "che la cosa dimenticata da tutti che si porti a casa l'Oscar!"), nei lungometraggi conferma il suo primato Toy Story 3.

Continuano le premiazioni e arrivano i primi riconoscimenti per The Social Network (Aaron Sorkin, miglior adattamento testuale) e Il discorso del re (David Seidler, miglior sceneggiatura originale). Dopo un prolisso discorso di Sorkin, che dimentica i ringraziamenti (in particolare alla Portman che, studentessa ad Harvard negli anni in cui Facebook nacque, si dice gli abbia dato più di un suggerimento), "Mio padre aveva detto che sarei sbocciato tardivamente", apre scherzando Seidler, che ringrazia "Tutti i balbuzienti del mondo: finalmente abbiamo una voce".

Con una gag in francese tradotto a caso in inglese, la coppia comica formata da Russel Brand ed Helen Mirren (in Arthur), scherza sulla rivalità tra l'attrice inglese (fanmosa per il film The Queen) e Colin Firth (protagonista pluripremiato per Il discorso del re), ma soprattutto introduce l'Oscar al miglior film straniero.
Vince In a better world, già Golden Globe, terzo film danese a ottenere una statuetta iridata.

The Fighter totalizza il secondo Oscar: Christian Bale, alla sua prima nomination agli Academy awards, vince come miglior attore non protagonista.
Ma subito The Social Network guadagna punti: la riformata coppia di Australia Nicole Kidman e Hugh Jackman assegna infatti al film (nella persona di Trent Reznor) la statuetta per la migliore colonna sonora originale.
Ancora nel segno del suono, Scarlett Johansson e Matthew McConaughey consegnano gli oscar al miglior editing e montaggio sonoro a Inception (Richard King), che si porta in testa nella gara alla pellicola più premiata.

Direttamente dal mondo magico de Il Signore degli anelli, Cate Blanchett annuncia i premi al trucco di scena (Rick Baker e Dave Elsey di Wolfman, alla loro tredicesima statuetta), e ai costumi (Colleen Atwood per Alice in Wonderland).

Dalla fantasia ai sogni, quelli di chi ai suoi primi cortometraggi, sogna, come capitò a un certo Steven Spielberg, di diventare un "campione del cinema". Presentati da Amy Adams e Jake Gyllenhaal, vincono Strangers no more, sui bambini profughi, nei corti di intento documentaristico, e God of love, nei corti d'azione.
Infine arriva la realtà, quella raccontata dai documentari e Ophra Winfrey presenta il vincitore Inside Job che ravviva la serata con la prima polemica: "Il nostro lavoro racconta i retroscena della crisi economica, per la voce di Matt Damon, ed è un male che nessuno dei direttori finanziari qui rappresentati sia andato in prigione".
Applausi e fischi. Ma quando entra Billy Crystal, ad anticipare l'avvicinarsi del premio più importante, quello al miglior film, è solo uno scroscio di applausi e standing ovation.
Ma prima... Sherlock Holmes e Watson, cioè Robert Downey Jr e Jude Law, presentati da un Bob Hope redivivo in digitale, dichiarano vincitore nella categoria "effetti speciali" Inception (e 4 statuette segnano ormai la distanza dagli altri super film in concorso!). Lo insegue The Social Network, che guadagna l'Oscar al montaggio.

Sale sul palco Jennifer Hudson ma non è per cantare: la pop star presenta le performance canore di Florence Welch e Gwyneth Paltrow, tra le candidate alla miglior canzone con If I rise e Coming home. Ma vince We belong together da Toy Story 3, scritto da Randy Newman, 20 nomination, secondo Oscar.
Ancora una bellissima voce, quella di Celine Dion, segna un momento commovente: la rassegna di tutti i talenti scomparsi nel corso dell'ultimo anno. Ci sono anche Dino de Laurentiis e Mario Monicelli (manca, a sopresa, Maria Schneider).
Ma la gara riprende il suo corso e Il discorso del re inizia ad accorciare le distanze da Inception e The Social network vincendo la statuetta per la migliore regia (Tom Hooper).

Arriva il momento, quello dei tre premi più ambiti.
Jeff Bridges, Oscar 2010 per Crazy Heart, annuncia che la migliore attrice 2011 è Natalie Portman, il cigno nero (alla sua seconda nomination dopo quella di non protagonista in Closer). Di lì a poco, il premio Oscar 2010 Sandra Bullock (The Blind side), proclama il vincitore maschile, Colin Firth, per il Discorso del Re, che subito vince come miglior film.

Di seguito, l'elenco delle nomination con i vincitori per categoria:

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