Facchinetti su Facebook annuncia un nuovo talent, non sarà X Factor

25 marzo 2011 
<p>Facchinetti su Facebook annuncia un nuovo talent, non sarà X
Factor</p>

La versione italiana di X Factor, dopo quattro edizioni, sembra aver fatto il suo corso. A dichiararlo, confermando quanto anticipato dal direttore di Rai 2 Massimo Liofredi qualche mese fa, Francesco Facchinetti su Facebook. "Lo volete sapere in tanti: sì faremo un talent, forse non X Factor", ha scritto il presentatore in dolce attesa (Alessia Marcuzzi partorirà presto la prima figlia di Facchinetti). Dopo aver assistito per quattro anni al mancato decollo del talent show di importazione britannica, dunque, Rai 2 ha deciso di gettare la spugna e tentare la via del successo con un altro progetto.

Resta l'amaro in bocca per una trasmissione che effettivamente non è stata in grado di fare il salto definitivo, ma negli anni è diventata uno dei casi televisivi più chiacchierati e dibattuti in Rete. Forte di un target di telespettatori giovani e istruiti, X Factor è stato uno degli esempi più eclatanti dell'importanza della costola virtuale dei programmi tv. Non a caso, molti dei concorrenti presentati sul palco di Rai 2, da Giusy Ferreri a Noemi e Marco Mengoni, hanno raggiunto un successo discografico nettamente superiore all'esposizione catodica che ha raramente superato i tre milioni di telespettatori. L'unico acuto si è verificato con la seconda edizione, quando Mamma Rai ha deciso di promuovere la finale - vinta poi da Matteo Becucci - sull'ammiraglia. Resta da chiedersi come sarebbe andata se il coraggio di proporre il programma sul primo canale avesse caratterizzato l'intero percorso dello stesso. La forza di Amici, declinazione italiana del concetto di talent per eccellenza, è in fondo proprio questa: essere stata di anno in anno, per la bellezza di dieci edizioni, proposto su Canale 5. Non dimentichiamo, inoltre, che lo spunto di Maria De Filippi, prima in Italia a portare in tv aspiranti cantanti e ballerini, ha segato le gambe ai più quotati e scintillanti format stranieri arrivati dopo. Operazione Trionfo, Italia 1 nel 2002, è il primo esempio. X Factor, che ha pagato dalla terza edizione in poi l'assenza di Simona Ventura, è il secondo.  

Rimarranno negli annali gli exploit dei giudici Mara Maionchi, passata non a caso alla corte della De Filippi, e di Morgan. Pregevole anche il contributo dato da Elio e da dimenticare la fase Claudia Mori. Facchinetti non ne esce con le ossa rotte, ma con qualche cerotto di troppo. Bisogna vedere, dopo il flop de Il più grande, cosa combinerà con il nuovo programma in lavorazione. Chissà che la paternità non lo ispiri…

 

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RISULTATI
Martha 69 mesi fa

X factor è stato, per i primi due anni, un bel programma. Che dava, grazie a Morgan soprattutto, nuova visibilità a musica di valore poco telegenica. Se non è decollato, buona parte della responsabilità è di chi doveva garantire ai vincitori sostegno e promozione e ha scelto invece di rispettare solo formalmente il famoso contratto da trecentomila euro, puntando poi su chi gli pareva, la Ferreri nella prima edizione, Noemi nella seconda, pur avendo in entrambe dei vincitori di prim'ordine. Non abbastanza ruffiani, si vede. Così facendo ha tolto credibilità al programma, sancendo che vincerlo non significava nulla. I "vincitori morali" si sono moltiplicati, alla faccia del televoto e del verdetto dei giudici. E questo è il risultato.

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