Noemi, una rossa per Vasco

22 marzo 2011 
<p>Noemi, una rossa per Vasco</p>

Noemi (www.noemiofficial.it) ha pubblicato in questi giorni il suo nuovo album, con un titolo che è tutto un programma: RossoNoemi. Noemi ha lavorato sulle sue idee scrivendo anche alcune canzoni e interpretando brani composti da autori come Pacifico, Diego Mancino e, questa è la vera bomba, dalla premiata ditta Vasco Rossi-Gaetano Curreri, che per lei hanno scritto il brano Vuoto a perdere diventato in breve tempo disco d'oro.

In questo titolo c'è molto di te, nuova rossa della musica italiana, e poi cos'altro?
Musicalmente è un album poco elettronico e piuttosto suonato, che ha un profilo molto deciso, che tende a mescolare rock, soul anni '80, r'n'b e altre sonorità di ieri che però sono state riaggiornate per renderle attuali. RossoNoemi è davvero energico a livello di suoni, non è una cosa romantica. Già a partire da Up, che è il pezzo che apre l'album, c'è un giro funky che gli dà un'anima particolare. Questo è il senso del titolo, un significato di rottura con tutto quello che c'è stato prima ma senza dimenticarlo, dandosi la possibilità di creare qualcosa di nuovo.

La copertina del disco, giocata sui toni del rosso, dice altre cose di te…
Sì, ho voluto raccontare l'album e anche il mio modo di vedere la musica. Per esempio, c'è un mostro, che è la paura, c'è il cappuccino, perché io ne bevo un sacco, c'è Vuoto a perdere con vicina una bottiglia di Coca Cola per omaggiare Bollicine di Vasco.

Vasco, a cui tramite un'intervista avevi fatto sapere che avresti lavato i piatti per un anno pur di avere una sua canzone. Il brano c'è: non solo è il primo singolo estratto dal cd ma ti ha anche permesso di conoscere un tuo mito. Vasco com'è?
L'ho incontrato il giorno in cui avrei dovuto incidere il brano, avevo un'ansia devastante addosso. Vasco mi ha detto che ci teveva a fare un bellissimo testo, che infatti ha rivisto e rivisitato diverse volte. Lui è fighissimo: mi dava suggerimenti mentre registravo, e io pensavo che mi sarei svegliata dal sogno. Avevo paura di rimanere delusa dall'incontro con lui perché quando mitizzi qualcuno temi di trovarti davanti una personsa completamente diversa. E invece no, è proprio così: non ha la percezione di quanto sia… Vasco.

Nella canzone c'è una parola, cellulite, che non compare spesso nei testi (anzi, praticamente mai): avevi qualche dubbio nel cantarla?
Sì, certamente, ma credo che sia un po' inutile fare cose già sentite: è bello partecipare a progetti che destabilizzano un po'. Meglio che ci sia chi odia e chi ama la musica che fai piuttosto che risultare indifferente. Confesso però che quando ho sentito 'cellulite' mi dicevo 'ma con tutte le parole che c'erano…'. Poi ho capito il pensiero di Vasco: cellulite è una parola di richiamo ma in questo caso ha anche un'importanza metaforica, ci dice che la vita ci vive e ci lascia dei segni addosso.

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