Si è spento Sidney Lumet,
il regista di Serpico e Quinto potere

09 aprile 2011 
<p>Si è spento Sidney Lumet,<br />
 il regista di <em>Serpico</em> e <em>Quinto potere</em></p>
PHOTO GETTY IMAGES

E' scomparso a 86 anni, Sidney Lumet, 50 anni di carriera dedicati a un cinema popolare, spesso di suspense, sempre con un fondo di impegno civile, un occhio critico e disincantato sulla società.
Il regista di Serpico, Assassinio sull'Orient Express, Quinto potere, Onora il padre e la madre, Il verdetto, aveva esordito poco più che bambino come attore per poi firmare la sua prima regia a 33 anni, con La parola ai giurati, e, nonostante il susseguirsi, costante e crescente, di successi e poi classici, riconosciuti come tali dal pubblico come dalla critica, non arrivò all'Oscar se non nel 2005, quando ricevette una statuetta alla carriera.
Un premio finale concesso dall'Academy "per lavarsi la coscienza" scrisse il New York Times, e in effetti, le opere di Lumet erano valse così numerosi riconoscimenti e candidature a chi lavorava con lui, attori (Ingrid Bergman, Faye Dunaway , Peter Finch) e sceneggiatori, che la perplessità era più che lecita. Ma, si dice, Hollywood non premia volentieri chi non la vive, e Lumet, affezionatissimo a New York, che spesso faceva da sfondo (anzi, da personaggio) alle sue storie, non lasciò mai la sua città per entrare nel cuore del movie business di Los Angeles.

Fedele al suo mondo, Sidney Lumet rispettava molto anche i suoi attori. Fu lui, in massima parte, a lanciare Al Pacino, che diresse in Serpico e Quel pomeriggio di un giorno da cani, e, di cast in cast, lavorò con quasi tutti i grandi di Hollywood - Katharine Hepburn per Il lungo viaggio verso la notte, Henry Fonda,  cui fece fare il presidente degli Stati Uniti in A prova d'errore, Sean Connery ne La collina del disonore, e ancora, con Lauren Bacall, Ingrid bergman, Anthony Perkins, Vanessa Redgrave, in Assassinio sull'Orient Express - e non solo. Tra le sue protagoniste, infatti, troviamo anche Sofia Loren, diretta in Quel tipo di donna nel '59, e Anna Magnani, accanto a Marlon Brando in Pelle di serpente, l'anno dopo.

Il regista che dei suoi film, spesso definiti di azione, diceva "Mentre il fine di quasi tutte le pellicole è quello di intrattenere, io credo in un cinema che va un passo oltre", era anche un paladino degli action hero, vittime, come le belle attrici, dello stereotipo per cui non avrebbero saputo recitare bene.
Di belle attrici ne sposò due (su 4 mogli), Rita Gam e l'icona americana Gloria Vanderbilt, ma il suo grande amore rimase sempre il cinema che, come spiegò in una delle ultime interviste, "E' un modo meraviglioso di passare l'esistenza".

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RISULTATI

Era un regista straordinario.

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