Judas è il nuovo
dissacrante video di Lady Gaga

06 maggio 2011 

Lady Gaga tiene una rubrica di moda&arte per V magazine ed è oggetto di studio del corso di sociologia dell'Università del South Carolina.
Quello di pop star sembra quasi un ruolo paritario nella costruzione di un personaggio pop e basta, che sia dirompente e fastidioso come certa arte pop (e che venda parecchio, come molta arte pop).
Il tutto seguendo nel suo nuovo progetto, l'album Born this way, in modo sempre più evidente, e punto per punto, i passi fondamentali della carriera di Madonna.
Prima  richiamando le sonorità di Express yoruself (e inserendo un morphing con tanto di fessura "cicconiana" tra i denti) nel singolo e nel video Born this way; ora tornando con più prepotenza che in Alejandro - clip del vecchio lavoro, Monster Ball, già disseminato di croci alzate al vento e di abiti talari - sui simboli della religione cattolica, quelli richiamando i quali, a partire dal nome, Louise Veronica Ciccone ha fatto scandalo per una lunga parte della sua carriera, prima di incontrare la Kabbala.
Judas, fin dal titolo, crea attenzione mediatica e suona dissacrante.
Costato 10 milioni di dollari, contestato (se non accusato di blasfemia) per i riferimenti religiosi, è stato posticipato nell'uscita (inzialmente ad aprile) per non turbare l'atmosfera pasquale. Ora che è live, apre la questione: merita il polverone? Merita qualcosa in genere?

Musicalmente il brano Judas pare l'espressione condensata della dance à la Gaga (Judas Juda-a-a, Judas Juda-a-a, Judas Ga-Ga):  invita alla pista da ballo e, orecchiabilissimo all'ascolto, sa di già sentito (forse anche per questo funziona consumandosi nel lasso di due mesi come ogni tormentone che si rispetti). In poche parole, è a rischio: il sound Gaga, se non cambia, rischia di stancare.
Se lo si guarda da un punto di vista puramente estetico, invece,  il videoclip Judas sembra esprimere l'intento di offrire un dissacrante (e irritante, certo) affresco pop art che chocca nel decontestualizzare i simboli del cristianesimo centrifugandoli con pezzi di società e cultura popolare americana.
Ci sono i riders: cowboy meccanizzati, nomadi e spesso uniti in gang in lotta tra loro, in qualche modo associati a un'immagine rock.
Strizza l'occhio ai musical anni 60 e 70 (Hair, Jesus Christ Superstar ma anche West Side Story), al cinema di Baz Luhrman anni '90 (Romeo+Juliet), li tinge di gotico e li veste di abiti da rocker anni '80.
Nel cocktail dissacrante: i 12 apostoli sono ridotti a una banda di motociclisti su chopper che, più che gli anti-eroi di Easy rider ricordano i personaggi di Son of anarchy, contestata  quanto attuale serie tv; Lady Gaga balla come Salomè, la sua danza dei 7 veli; Jesus è il capobanda e indossa una corona di spine come fosse una bandana; l'aspersorio si trasforma in una mazza dorata; il traditore viene segnato con una croce rossa dipinta a colpi di pistola-rossetto; il battesimo si traduce in un'onda di tsunami; il lavaggio dei piedi si svolge in una coppa di champagne come in uno spogliarello burlesque (quasi, una dissacrazione, questa, al contrario) e mentre Gaga-Maria Maddalena si inginocchia al cospetto dell'amato (Jesus) cantando Gesù è la mia virtu, ma Giuda è..., Judas la colpisce alle spalle versandole l'acqua santa sulla schiena (un brivido caldo).
Il danno è fatto, il peccato è commesso. E  Gaga-Maddalena muore lapidata.
Per Judas non sembra esserci redenzione.

Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI
Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).