Emily Browning:
«A disagio nuda? Non so, meditavo»

12 maggio 2011 
<p>Emily Browning:<br />
 «A disagio nuda? Non so, meditavo»</p>

Studentessa, cameriera, escort. Fin qui, quasi tutto normale (le storie di cronaca di universitarie che vendono il loro corpo per mantenersi agli studi non sono rare). Sennonché, per la protagonista di Sleeping beauty (Emily Browning, vista da poco in Sucker punch) a un certo punto tre occupazioni non bastano più. E come quarto lavoro diventa una "bella addormentata": per cifre considerevoli, accetta di essere sedata, abbandonata nuda e incosciente in un letto e lasciata alla mercè di vari uomini. Unico divieto per i clienti, la penetrazione. Inutile dire che Sleeping beauty, diretto dalla scrittrice australiana Julia Leigh, è il primo film-scandalo di questa edizione del Festival di Cannes.

«Non sono una persona molto coraggiosa nella vita di tutti i giorni - Ha spiegato candidamente la protagonista - e quindi, riuscire ad esserlo nei film mi sta bene. E certe scene non mi hanno fatto stare male come ci si potrebbe immaginare: non ero presente, ero in uno stato di meditazione. E non ho problemi con il nudo e il corpo». Emily Browning racconta anche di essersi ispirata, su suggerimento della regista, alla performance di Charlotte Gainsbourg in Antichrist, che ha regalato alla figlia di Jane Birkin e Serge Gainsbourg il premio come miglior attrice. Avrà anche Emily la stessa sorte?

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