Nanni, la religione e gli auricolari

13 maggio 2011 
<p>Nanni, la religione e gli auricolari</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Applausi e risate in sala per Habemus Papa. Il film di Nanni Moretti, primo dei due italiani in concorso e già uscito da tre settimane nelle nostre sale, è stato accolto con interesse anche dalla critica straniera. E all'incontro con la stampa il regista ha "gigioneggiato" un po', prima perché gli auricolari per la traduzione simultanea non sembravano funzionare, poi perché pareva non riuscire mai a mettere a fuoco chi gli faceva le domande, nonché facendosi ripetere una domanda perché «Scusi, ero distratto». (Del resto, parafrasando una delle sue battute più famose: "Mi si nota di più se rispondo o se non rispondo?").

Ma ovviamente ha anche detto la sua su questo film che, inevitabilmente, ha scomodato anche i giudizi di religiosi e politici: «Le alte gerarchie ecclesiastiche - ha spiegato Moretti - sono sempre intervenute nella vita politica italiana, ma ora la politica recepisce con più agitazione queste indicazioni».
E sul suo papa anomalo, umano, come se ne immaginano forse pochi: «Questo film non vuole dare indicazioni, come del resto nessun film dovrebbe. Certo non mi è venuta dal nulla l'idea di un papa che peregrina per la città e si mischia alla gente, ponendosi anche delle domande. Ecco, diciamo che sollevo molte domande, ma non offro una soluzione».
Quanto al suo rapporto con la religione: «Ricordo le magliette con la scritta 'Grazie a Dio sono ateo'. Divertenti. Ma io non la penso così. Non sono credente e mi dispiace».

E per un Moretti inquieto come da copione, c'è un Michel Piccoli - 85 anni e 200 film all'attivo - che sembra felicissimo di questo suo ultimo ruolo da protagonista: «A essere onesti, potrei dire che basta: terminare con Moretti sarebbe perfetto, è sufficiente».

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