Cécile de France: «I Dardenne? Straordinari. Come Eastwood»

15 maggio 2011 
<p>Cécile de France: «I Dardenne? Straordinari. Come Eastwood»</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Molto fair play all'incontro con la stampa dopo la proiezione di Le gamin au vélo, ultima fatica di Luc e Jean-PIèrre Dardenne, con Cécile De France.
All'attrice, belga come i due fratelli, è stato ovviamente domandato come è stato lavorare con la coppia di autori europei (vincitori di due Palme d'oro, per Rosetta e L'enfant), subito dopo l'esperienza americana con Clint Eastwood in Hereafter: «È bellissimo lavorare con i Dardenne. Come lo è stato con Eastwood. Sono artisti straordinari e io sono come una spugna che assorbe da loro. Cos'hanno in comune? Poco, a parte il talento: mettono insieme le storie in modo diverso. E diversissimo è il metodo sul set: Eastwood non fa provare prima, non viene alle prove costume, spesso per lui è "buona la prima". All'opposto, con i Dardenne abbiamo provato per un mese, c'erano tantissimi takes, tante prove costume... Eastwood ama la spontaneità , cerca il magico istante, lascia che ogni attore lavori da solo e poi liberi all'improvviso la sua energia e così si crea molta adrenalina. Con i Dardenne ce n'è altrettanta, ma dipanata nel tempo, perché c'è più tempo per cercare le cose». Quanto al suo rapporto con il giovanissimo Thomas Doret, vero protagonista del film (che sfreccia gran parte del tempo con la sua bicicletta): «Per me Thomas non era un bambino ma un collega, un complice. A volte anche il leader del set. Sapeva più sul film di me, visto che era in quasi ogni scena».

Ma di cosa parla Le gamin au vélo? È la storia di un bimbo che, abbandonato dal padre in una specie di casa famiglia, viene "salvato" da una donna, una parrucchiera (Cécile de France, che i registi definiscono una «Presenza luminosa»), che si prende cura di lui. Quasi una favola, per questa coppia di cineasti che spesso fabbrica degli emotivi "pugni nello stomaco".

«Il film è un po' come una fiaba - conferma Luc Dardenne - dove una donna è in grado, con il suo amore, di ridare l'infanzia a un bambino. È la favola di un amore che funziona».
E visto che al cinema funzionano anche le storie di bambini e biciclette, chissà che per i Dardenne Cannes non abbia in serbo un altro premio.

>> PAROLE DI CANNES: I PROTAGONISTI RACCONTANO I LORO FILM

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