La nuova era di Dolcenera comincia con il suo
nuovo album, Evoluzione della specie. Cambiamento e
ricerca sono parole chiave di questo nuovo lavoro di Emanuela Trane
(dal 2003 per il pubblico Dolcenera), intriso anche della voglia di
vincere la paura del futuro.
Il disco esce oggi, 17 maggio. Ieri hai compiuto 34
anni. Che regalo ti hanno fatto o cosa ti aspetti di
ricevere?
«Il regalo me lo sono fatta io realizzando un disco libero e senza
regole come questo. A gennaio 2010 ho iniziato a pensarci, ma
sapevo di non essere pronta: non scrivo mai quando sono troppo
dentro la mia musica (come accade ad esempio quando sono in tour),
per non essere troppo simile a me stessa. In quel periodo mi hanno
regalto un videogioco con una batteria elettronica; io ho sempre
amato la batteria ma da quel momento l'ho presa seriamente e mi
sono messa a studiarla. Questo disco infatti è nato dalle ritmiche,
ha un sound pop-rock contaminato dall'elettronica».
Insomma è diverso dai tuoi dischi
precedenti.
«La vita ti cambia e non puoi rimanere uguale a te stesso, di
conseguenza va la musica. Non mi piacciono gli artisti che sono
uguali a se stessi. Infatti, anche i testi di questo nuovo cd sono
diversi da quelli di Dolcenera nel paese delle meraviglie.
A furia di sentir parlare di crisi, è finita dentro alle nuove
canzoni: credo che servano coraggio e voglia di partecipazione per
uscire da questa fase. Bisogna vincere la paura del futuro».
Chi sono gli artisti sempre uguali a se stessi a cui fai
riferimento?
«Io ho amato molto Ligabue, e proprio per questo
amore gli dico: dicci qualcosa! Io voglio trovare ricerca nei
cantautori, mi serve e penso che anche il pubblico la cerchi. Chi
mi segue sa che io cambio sempre e mi piace, come ho sentito dire
una volta da Carmen Consoli, che il pubblico
cresca con me».
Dove l'hai trovata recentemente questa
ricerca?
«Ho ascoltato moltissima musica, francese, inglese, americana,
tanta elettronica e album degli anni '70. Trovo interessanti i
Phoenix e gli MGMT».
Ipotizziamo un duetto: con chi canteresti volentieri,
scegliendo tra i cantanti italiani?
«Paolo Nutini, che è di orgine italiana e quindi
vale, no?».
A proposito di uomini, nel brano Evoluzione della
specie 'Uomo' dici che sei una ragazza in cerca di un maschio
innamorato: è così?
«La canzone è ironica, racconta il diverso approccio al sesso di
uomini e donne. Io ho un compagno da 15 anni: abbiamo la stessa
visione del mondo e questa è una cosa fondamentale. Questa
relazione mi dà quella stabilità che bilancia la situazione
instabile della realtà esterna».
Parlando ancora di evoluzione, anche il tuo look è in
continuo mutamento: a cosa dobbiamo l'abbandono dei colori di
qualche anno fa per un ritorno a tinte più scure?
«Tutte le donne giocano con il look, non c'è niente di
premeditato, sono scelte istintive che dipendono da come ti senti.
In questo momento c'è qualche riferimento al dark dei miei esordi
ma non tornerò mai a essere come allora, né come due anni fa.
Perché, come tutti, io cambio».
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Dolcenera: «L'amore c'è sempre, il sesso è altalenante»