La conquête che spaventava Sarkozy

19 maggio 2011 
<p>La conquête che spaventava Sarkozy</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Xavier Durringer, regista di La conquête, precisa di non avere ricevuto «Nessuna pressione politica». Così si stempera subito la tensione attorno al film su Nicholas Sarkozy, che né il presidente francese né la première dame Carla Bruni sono scesi a vedere a Cannes. Ambientato tra il 2002 e il 2007, La conquête racconta l'ascesa al potere di Sarkozy e, al contempo, il declino del suo matrimonio con la ex moglie Cécilia. E alla stampa, curiosa di questo film potenzialmente spinoso, il regista spiega: «Il presidente appare umano: abbiamo tutti molte sfaccettature e questa complessità va messa in conto».

Tanto rumore per nulla, quindi, attorno al film che un po' spaventava l'Eliseo? Anche le dichiarazioni di Denis Podalydès, l'attore che interpreta il presidente, sembrano confermarlo: «Quello che mi intrigava nel ruolo era il fatto di sentirmi così diverso dal personaggio. Per prepararmi ho visto tutti i video e gli spezzoni di interviste che mi ha mosrato il regista. Durante le riprese la pressione era così alta che mi sentivo galvanizzato, non ero spaventato. Forse ora, un pochino, lo sono». Però prosegue: «Bisogna proteggere il proprio personaggio senza difenderlo. Quindi non potevo fare l'attore di sinistra che faceva una caricatura di un presidente di destra. E comunque non era una caricatura che mi era stata richiesta».

E il regista conferma: «Non volevamo creare un documentario, ma cercare di catturare l'essenza della realtà». E in questa realtà, va detto, ci sono anche ferite e cattiverie del famoso "teatrino della politica": «Ho notato - spiega il regista - che i politici si uccidono tra loro con piccole frasi, piuttosto che con le pistole». E, giusto per chiarire che non c'è intenzione di attacco, ma nemmeno voglia di essere reverenti con il potere, spiega che il film è anche «Un modo di guardare indietro, alle promesse che ha fatto e a quello che è stato messo in pratica».

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