Jersey Shore Italy. Parla l'esperto: Domenico Nesci, il "nonno" di guidos&guidettes

19 maggio 2011 
<p><em>Jersey Shore</em> Italy. Parla l'esperto: Domenico Nesci, il
"nonno" di guidos&amp;guidettes</p>

A Firenze la cosa si respira: i protagonisti di Jersey Shore non sono bene accetti. Il perché è presto detto: gli otto personaggi del cast del reality dei record statunitense sono sboccati, irriverenti, sopra le righe e, soprattutto, l'immagine che disegnano dell'italo-americano poco si confà all'eleganza del capoluogo toscano, dove il cast si è recato per girare gli episodi della quarta e ultima serie del programma.
Il successo della trasmissione, seguita negli States su Mtv da otto milioni di telespettatori, si deve tuttavia proprio all'indignazione suscitata nella comunità italo-americana Oltreoceano.
Ma cosa combinano di tanto sconvolgente Deena, Jenni, Mike, Nicole, Ronnie, Sammi, Vinny e Paul per suscitare un tale malcontento e, allo stesso tempo, una tale curiosità nei telespettatori?
«Bevono, vanno a donne e a uomini, copulano, si abbronzano e vanno in palestra. Anche in Italia sarà la stessa cosa, le prime tre stagioni sono sostanzialmente tutte uguali, cambia solo la location».
A dirci la sua sui 'tamarri' di Jersey è uno dei loro "nonni", televisivamente parlando: Domenico Nesci. Messosi in luce con A shoot of love with Tila Tequila, esploso con That's amore e tornato in patria come famoso sull'Isola di Rai 2, Domenico ha fatto della sua italianità accentuata il suo successo e noi lo abbiamo contattato per fare quattro chiacchiere sull'invasione della culla del Rinascimento.
«La storia del programma è stata strana, le prime puntate hanno esordito davanti a soli 1.300.000 spettatori. La fortuna è arrivata con le proteste della comunità degli italiani in America che hanno portato il seguito a otto milioni. Durante le prime stagioni si era parlato anche di un mio coinvolgimento, ma Mtv voleva puntare su persone nuove», racconta Domenico, che in questo momento si trova a Santa Monica.

«Firenze è stata scelta perché è la città con più studenti americani in Italia. Magari i ragazzi si imboscheranno anche con gli/le italiane, ma più facilmente avranno a che fare con dei connazionali», aggiunge con estrema serietà. Quasi troppa, conoscendo il personaggio!
«Sono sempre il solito "pirla" - chiarisce -, però c'è stata un'evoluzione naturale del mio personaggio, un po' dovuta al fattore dell'età e un po' al tipo diverso di programmi di cui mi occupo adesso».
Per Deejay Tv Domenico sta infatti realizzando la seconda stagione di Living in America, un viaggio-documentario attraverso le città più piccole di Stati Uniti e Canada. L'intenzione è quella di mandare parte del girato al Sundance Festival, trattandosi di uno spaccato inedito di un paese solitamente raccontato a suon di cliché.
«Mi manca un po' di "cazzonaggine" e mi piacerebbe fare un That's amore in versione italiana. Una volta mi sfogavo con le donne, adesso posso farlo solo con la televisione (è diventato papà da pochi mesi, ndr)», aggiunge, anticipando di essere al lavoro su format innovativi per i canali generalisti. Intanto quest'estate lo vedremo in Vacanze romagne, programma in cui aiuterà i giovani turisti a superare la prima esperienza in riviera romagnola.

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