L'appuntamento al buio di Ryan Gosling

20 maggio 2011 
<p>L'appuntamento al buio di Ryan Gosling</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Con una bizzarra giacca blu che ricorda molto da vicino un pigiama, e con la partner di scena (Carey Mulligan) non pervenuta, ci pensa Ryan Gosling a intrattenere la stampa, sfoderando una voce profonda (che nel film non usa molto) e raccontando con toni da commedia il suo primo incontro con Nicolas Winding Refn, regista di Drive, presentato oggi a Cannes. «Sembrava un appuntamento, di quelli venuti tremendamente male.

Nicolas mi ha ignorato per due ore, sembrava del tutto annoiato e disinteressato. Mi sono sentito malissimo per me e per lui. Poi è venuto fuori che aveva solo l'influenza, era strafatto di farmaci americani e in più non si girava dalla mia parte perché aveva il torcicollo. Così l'ho accompagnato a casa, in auto non sapevamo che dirci e ho acceso la radio. È partita una canzone degli Reo Speedwagon e, non ci giurerei, ma con la coda dell'occhio mi è sembrato di vederlo piangere, poi si è messo a cantare a squarciagola. E per la prima volta ha parlato: «Ho capito - ha detto - ho capito il film. Parla di un uomo che guida attraverso Los Angeles ascoltando musica pop».

Danese, regista di Valhalla Rising, in Drive Nicolas Winding Refn racconta la storia di un taciturno autista-stuntman (Gosling), che per causa di una vicina di casa (Carey Mulligan) si invischia in storie ancor più pericolose di quelle in cui si imbatte per lavoro e per indole. Il film è ambientato a Los Angeles, e il regista confessa le sue iniziali perplessità all'idea di lavorare a Hollywood: «Ero pieno di pregiudizi, sempre in attesa del momento in cui sarebbero venuti a uccidere la mia creatività. E invece erano tutti lì, pronti ad aiutarmi. E io continuavo a non fidarmi... Ma ho avuto la miglior esperienza hollywoodiana possibile».

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