Falling Skies prende il volo

27 luglio 2011 
<p><em>Falling Skies</em> prende il volo</p>

Falling Skies, la serie tv fantascientifica prodotta da Steven Spielberg, mantiene le promesse. Dopo un paio di puntate iniziali di rodaggio, che avevano lasciato qualche perplessità , la trama ha iniziato a prendere quota. Alzi la mano chi ha pensato anche solo una volta al Dottor Carter che fu, vedendo Noah Wyle recitare il ruolo di uno dei capi della resistenza umana contro gli alieni: confermato il voto, 10.

Non funzionano alcune battute intrise di buonismo, di una certa retorica e anche, ogni tanto, scontate: voto 5, queste scivolate non dovrebbero esserci... Colpa della traduzione?
In compenso, e molto più rilevante in termini di trama, è da 7, forse 8, il ruolo rivestito dai ragazzi e dalle donne del gruppo. Sono loro i motori dell'azione, almeno a giudicare dalle ultime due puntate. Lo sono nel bene e nel male, causando qualche problema ma trovando anche molte soluzioni.
La dottoressa Anne Glass, interpretata da Moon Bloodgood, riesce a trovare un modo silenzioso per uccidere gli skitter, gli alieni che sembrano dei ragni con una testa che ricorda quella di Yoda di Guerre Stellari: infilzare loro un coltello in gola. Hal Mason (interpretato da Drew Roy), che all'inizio cercava di fare il cinico con il fratellino minore Matt (Maxim Knight) ma che non lo è affatto, rischia la pelle per salvare l'altro fratello, Ben (Connor Jessup), che è stato rapito dagli alieni. E lo recupera. Cosa che, adesso, apre una domanda fondamentale: quale diventa la missione centrale della resistenza e della famiglia Mason? Uccidere gli alieni? Costringerli ad andarsene dalla terra? O qualcos'altro si inserirà nella trama (speriamo)? Certo, un coltello o un bisturi non bastano per salvare l'umanità.

Insomma, 8 agli sceneggiatori che sono riusciti a tenerci un po' sulla corda, dopo un avvio scialbo. Chiuse alcune domande, se ne aprono delle altre: ora che sappiamo che gli skitter comunicano con le onde radio (bella idea, ne va dato loro atto) come sfrutteranno gli uomini questa informazione? Che fine ha fatto il cattivo del gruppo, l'ex galeotto John Pope? E poi, quanto verranno indagate le personalità e il passato dei protagonisti? Di Tom e dei suoi figli già si sa abbastanza, ma cosa dire del Capitano Weaver (Will Patton), uomo tutto d'un pezzo che non parla dei suoi dolori personali ma che non vuole -scoperta recente- si ascolti una certa canzone? Salvo poi mostrare, ma solo agli spettatori, di provare emozioni? Speriamo quindi ancora negli sceneggiatori, che riescano a tenerci incollati agli eventi fino alla fine della serie.

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