In questo momento la capitale inglese sembra rivivere un nuovo
grandissimo momento culturale-musicale, a metà tra la swinging
london degli anni '60 e la cool britannia dei '90: "E' vero è un
perfetto mix per descrivere questo momento storico. La musica è
veramente il cuore di Londra e in qeusto momento c'è un'enorme
vibrazione musicale".
Cosa che, immagino, ti manchi moltissimo...
"Quando torno a casa torno a NYC, ma non è lì che mio cuore abita.
Io sono un london boy e non importa se sto fuori per tre giorni o
tre mesi, sfrutto ogni momento per riabbracciare la mia città.
Questa nostalgia è anche il filo conduttore di molte delle mie
canzoni".
Cantare delle difficoltà di essere lontani da casa è un
cliché del musicista rock: non è difficile trovare nuove parole per
descrivere questa sensazione?
E' vero, sono completamente d'accordo. Ma non ha mai avuto come
obiettivo scrivere canzoni sulla nostalgia, sono canzoni venute
fuori da sole, composte quando mi sentivo solo e accanto a me c'era
solo la chitarra. Non sempre ho il controllo di quello che accade
nelle mie canzoni.
E quando non hai la chitarra con te?
Vado in un Irish Pub ovunque mi trovi, a Los Angeles come a Tokio;
trovo sempre persone inglesi con le quali parlare e mi fa sentire
un po' come a casa.